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IL RITORNO ALLE ORIGINI E LE NUOVE APERTURE

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Sportman & Fitness – 2002

Mi ricordo ancora quando nel 1997, dopo un corso dell’Accademia del Fitness, al quale avevano partecipato più di cento corsisti, Enrico Veronese mi disse: “Perché non organizziamo una gara altezza/peso per dare un riscontro agonistico a quello che insegniamo nelle nostre lezioni?”.

Io risposi: “La NABBA è già da anni che organizza gare altezza/peso e finora non sembra che abbiano avuto un grande successo” – Enrico: “Perché all’interno della NABBA l’altezza/peso è il “parente povero”, ovvero il fratello piccolo, la serie B, insieme, invece, noi dobbiamo creare la serie A nell’altezza/peso”. E così fu! Grazie ad una notevole spinta promozionale delle riviste del settore, grazie ad un ricco montepremi a disposizione degli atleti, grazie alla diffusa rete di contatti sui quali potevamo contare già dalla prima edizione, il trofeo “Accademia Olimpia” fu un grande successo, con circa 80 atleti partecipanti.

L’eco di questo successo, la prestigiosa e bellissima sede del palazzo dei Congressi di Salsomaggiore, attirò ancora più partecipanti l’anno successivo: addirittura 120 atleti altezza/peso.

A quel punto nacquero delle divergenze con i presidenti delle altre federazioni e la NABBA, che aveva sostenuto le prime due edizioni della gara, lavorò in opposizione alla manifestazione, impedendo ai proprio atleti di partecipare alla gara e organizzando lo stesso giorno il loro campionato italiano altezza/peso. Il risultato fu la partecipazione di “soli” 70 atleti nella 3° edizione del 1999. A quel punto, senza poter più contare sull’adesione delle altre federazioni, nacque dal tessuto di quegli stessi organizzatori dell'”Accademia Olimpia” la F.I.H.P., ovverosia la federazione italiana altezza peso di body-fitness nelle quali l’obbiettivo era di valutare l’atleta non solo in base alla sua forma fisica, ma anche alle sue capacità atletiche, per poter, così, creare la figura di un atleta completo. Il progetto, giusto ma molto ambizioso, contaminò anche i criteri di valutazione dell'”Accademia Olimpia”, e spaventò molti atleti che non se la sentivano di fare ulteriori sacrifici per preparare anche una routine atletica. Così, al 4° “Trofeo Accademia Olimpia” parteciparono solo 55 atleti.

A dire il vero, forse altre componenti hanno contribuito al parziale successo di quella edizione: aver deciso di togliere il montepremi a favore della donazione in beneficenza dell’intero incasso all’associazione”Unione italiana Lotta alla Distrofia muscolare”, la data del 17 dicembre, che era l’ultima domenica prima di Natale, perciò la gente era impegnata nell’ultimo shopping, la scelta di portare la competizione al palazzotto dello sport di Parma, senz’altro sovradimensionato per l’evento, sede veramente impegnativa per l’allestimento e dispersiva sia per il pubblico che per gli atleti, non per ultimo, ci fu, una flessione in tutte le gare di bodybuilding, ed anche il “Due Torri” quell’anno registrò un calo di spettatori del 50%. Era, infatti, appena uscita la nuova legge anti-doping e sembrava che, anche solo partecipando o assistendo ad una gara, si potesse essere arrestati o schedati.

Dopo quella gara, che mi era costata uno sforzo organizzativo enorme, ricevetti più critiche che consensi, fui ritenuto responsabile di alcuni verdetti non condivisi dalla maggior parte degli atleti e del pubblico, ricevetti critiche per l’eliminazione del montepremi, per l’eccessiva valutazione della routine, nemmeno le luci di gara andavano bene! Per l’occasione io avevo coinvolto i mass-media ed ospiti d’onore come Fabio Cannavaro, Stefano Tilli, Mauro Ranieri, medaglia d’oro a Sidney, ed altre personalità del mondo dello sporche, intervenendo alla gara, davano cedibilità al nostro sport. Era stato girato un servizio di ben 45 minuti sulla gara, che è andato in onda due volte sull’emittente Odeon a livello nazionale (cosa mai successa prima di allora per una gara di bodybuilding), ma tutto questo non interessava.

Per questi motivi, l’anno successivo non me la sentii di organizzare la gara, non avevo motivazioni: il ritorno economico e i riconoscimenti erano inesistenti, quindi era meglio andare a vedere le gare, e quell’anno mi divertii a fare il giudice al trofeo Athenas, al campionato del mondo WBP ed al trofeo “Due Torri”. Così passai il periodo di novembre/dicembre 2001 soddisfacendo la mia passione per il bodybuilding. Nella primavera del 2002 Massimo Alparone mi disse: “Ho sentito molta gente che chiede coma mai non sia stato fatto il “Trofeo Accademia Olimpia”, è un peccato che questa gara muoia, vorrei poterla organizzare io”. E così Massimo Alparone organizzò,  in giugno, il 5° “Trofeo Accademia Olimpia” altezza/peso ed il 1° “Grand Prix Ducato” di bodybuilding.

Ormai la formula vincente di tutte le gare (vedi “Due Torri”) era accorpare bodybuilding ed altezza/peso, in fondo figli della stessa matrice. Massimo Alparone ed il suo partner Andrea Bisaschi furono degli ottimi organizzatori, e la gara ebbe discreto successo, ma, secondo me, il “Trofeo Accademia Olimpia” dei primi anni era un’altra cosa, c’era un’altra atmosfera.

Quest’anno mi sono ritrovato coinvolto in prima persona e come Presidente dell’Accademia del Fitness nell’iniziativa “We Have a Dream” per recuperare i fondi necessari ad operare Agnese Capasso, affetta dalla sindrome di Moebius (assenza della muscolatura facciale). Il mio impegno è stato attivo nell’organizzare cene, incontri, aste di beneficenza a favore dell’associazione, oltre a coinvolgere aziende che avevano rapporti con me, nell’iniziativa: “I fuoriclasse della solidarietà”

Ma volevo che l’Accademia del Fitness, tramite i suoi membri e sostenitori, potesse dare un contributo concreto alla riuscita dell’operazione. E allora l’occasione poteva essere il 6° “Trofeo Accademia Olimpia”, cioè una pura e semplice gara altezza/peso, senza routine funzionale, con ricco montepremi e tanta pubblicità per i vincitori, l’occasione per rinsaldare i legami con i bodybuilding grazie al 2° “Grand Prix Gran Ducato”, ma soprattutto, occasione per l’Accademia di devolvere l’intero ricavato della giornata ad Agnese Capasso è un’occasione, per gli amanti del fitness, gli atleti dell’altezza/peso e il bodybuilding di riunirsi partecipando ad una gara che non sarà soltanto una competizione sportiva, ma una manifestazione di solidarietà che nobiliterà i partecipanti, gli atleti, gli sponsor, i collaboratori, gli spettatori, e tutti coloro che faranno qualcosa per la riuscita di questa giornata, per dimostrare che non interessa solamente avere un fisico muscoloso e definito, ma anche poter dare il sorriso ad una ragazza che non lo ha mai avuto.

Ecco, così ho ritrovato le motivazioni per organizzare il 6° “Trofeo Accademia Olimpia” e questa stessa motivazione spero vi spinga a partecipare numerosi come atleti e come pubblico.

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