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THE DOC AND THE OAK

THE DOC AND THE OAK

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Conosco Arnold da più di 30 anni, non posso dire di essere suo amico in quanto non l’ho mai frequentato più di tanto ma sono stato amico di persone molto vicine a lui come la famiglia Fassi (Franco, Nadia e Claudio), Brad Harris che è stato il suo primo manager e Art Zeller, il più grande fotografo di Body Building di tutti i tempi che deve proprio la sua fama ai bellissimi scatti fatti ad Arnold e ciò mi ha permesso di incontrarlo più volte. Con Arnold mi sono allenato spesso insieme al World Gym nella sede vecchia e poi in quella nuova di sua proprietà sempre nella Main. Durante il California tour, organizzato da me e Alex Ardenti, grazie all’intercessione di Art Zeller, avevo programmato una foto ricordo con Arnold per tutti i partecipanti.
Ho fatto qualche colazione insieme a lui al Rose Cafe a Venice ed una cena al ristorante Schatzi on Main, che era di sua proprietà e che ora ha chiuso. Poi durante il periodo del suo mandato come governatore un po’ perché si era praticamente trasferito a Sacramento, un po’ per i suoi molteplici impegni, era diventato praticamente irraggiungibile. Dopo Frank Zane il cui fisico perfetto era stato per me la “visione” di come sarei voluto diventare, Arnold rappresentava il superamento di certi limiti: quelle braccia e quei pettorali sembravano irreali ma rappresentavano l’idea che probabilmente i limiti ce li poniamo noi e che in realtà tutto è possibile se veramente lo vogliamo. Uno scrittore americano molti anni fa, prima che Arnold diventasse governatore della California, aveva scritto un libro a sostegno della tesi che se un uomo con tutte le sue energie mentali e fisiche vuole raggiungere uno scopo ci riuscirà, ed aveva citato come esempio la storia di Arnold. All’età di 16 anni Arnold aveva deciso di voler diventare il più grande Body Builder di tutti i tempi, di trasferirsi in America e diventare una star di Hollywood e così fu. Nel mio “piccolo”, quando a 17 anni avevo da poco iniziato a praticare il Body Building, il mio professore di ginnastica in terzo liceo che mi aveva preso in simpatia, mi chiese cosa volessi fare dopo la maturità classica ed io risposi di voler aprire una palestra, diventare campione italiano di Body Building e laurearmi in medicina e chirurgia e così fu, anche se non nello stesso ordine. Infatti prima aprii il New Center Gym insieme ai miei soci Renato Caleffi e Natale Conforti, poi mi laureai ed infine vinsi i Campionati Italiani: solo dopo aver terminato gli studi, mi potei dedicare pienamente alla preparazione di una gara di così alto livello. Durante il percorso ho sempre avuto chiaro il mio obiettivo e non ho mai deviato nemmeno quando, dopo la mia vittoria ai Campionati Regionali del 1981, avendo visto una mia foto pubblicata sulla rivista Sportman, un regista cinematografico mi contattò per farmi fare la parte di Tarzan in un film, sulla scia del film di Tarzan con Bo Derek, in quanto a lui serviva un attore italiano ed io rifiutai l’offerta poiché stavo preparando Patologia Medica, uno degli esami più importanti del percorso di Laurea in Medicina.
Poi anche io come Arnold sono andato oltre le cose che mi ero prefisso, ma sempre quando ho voluto raggiungere un obiettivo con tutte le mie forze, quando invece ho detto “proviamo a fare questa cosa e vediamo se funziona” non ha mai funzionato.
Sì, è vero, tanti diranno che sia io che Arnold siamo stati fortunati e che invece altri non hanno le possibilità e le condizioni per poter riuscire. Certo, in parte questo è vero, però le storie delle persone che hanno raggiunto certi risultati, hanno questo in comune: “lo hanno voluto con tutte le loro forze e non hanno mai mollato!”. Sono assolutamente convinto che la forza di volontà sia la capacità più potente anche dell’intelligenza. Ovvio che se queste doti si combinano con anche la passione, si diventa inarrestabili. Io non credo di avere un’intelligenza particolare, ma senz’altro una volontà ed una passione ineguagliabile.
Ma se si arriva ad avere questo potere dato dalla combinazione di queste doti, allora non bisogna utilizzarle solo per raggiungere i propri scopi ed il successo, ma anche insieme ad un’altra potentissima arma, l’amore, utilizzarlo per una crescita interiore spirituale e per atti di solidarietà nei confronti degli altri.

(1906)

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