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Alzheimer, come ritardare il crollo della memoria

Alzheimer, come ritardare il crollo della memoria

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Alzheimer, come ritardare il crollo della memoria

Il declino della mente comincia attorno ai 50-60 anni. Lo conferma uno studio di popolazione, condotto per dieci anni, da ricercatori dell’University College di Londra. Quando la malattia di Alzheimer si manifesta, ha già una storia di vent’anni alle spalle, con lesioni cerebrali ormai irreversibili. Il  21 settembre si celebrerà la 18° Giornata mondiale dell’Alzheimer. Mantenere buone relazioni sociali, fare attività fisica, leggere e in generale avere uno stile di vita sano può ritardare la malattia fino a cinque anni.

Difficile, se non impossibile, scoprire i “segni” clinici premonitori (alterazioni del carattere e dell’umore, disturbi dell’attenzione, difficoltà minime nella organizzazione e pianificazione quotidiana). Le alterazioni neurobiologiche sono le prime a comparire, sostenute da specifici biomarcatori: deficit metabolico (consumo alterato di glucosio) e depositi di amiloide nei neuroni con diminuzione della stessa nel liquor spinale, atrofia di strutture importanti quali l’ippocampo almeno cinque anni prima della comparsa dei sintomi. La riduzione progressiva di contatti neuronali (sinapsi) e la morte dei neuroni spazza via lentamente pezzi di cervello e di vissuto.

Fonti  Salute di Repubblica

Ufficio Stampa Dott Massimo Spattini

 

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