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Anziani, l’attività ginnica vi allunga la vita.

Anziani, l’attività ginnica vi allunga la vita.

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Praticare attività fisica per gli anziani significa ridurre il rischio di mortalità e l’effetto è così potente da essere pari a quello dell’abbandono del fumo. A dirlo è uno studio norvegese secondo il quale le persone anziane impegnate per almeno tre ore a settimana in un’attività fisica da moderata a intensa vedono la propria aspettativa di vita aumentata di cinque anni rispetto a quella dei coetanei sedentari.

Mezzora ogni giorno per ridurre del 40 % la mortalità

Terminato nel 2012, lo studio è stato condotto per circa dodici anni su 5738 norvegesi nati tra il 1923 e il 1932. I risultati, pubblicati sulla rivista British Journal of Sport Medicine, sono stati ottenuti analizzando vari fattori, come la durata e l’intensità dell’esercizio svolto settimanalmente e la quantità di attività fisica praticata nel tempo libero. Nel complesso, praticare mezz’ora di attività fisica di qualsivoglia intensità per sei giorni a settimana significa ridurre del 40% la mortalità. Praticare attività di lieve intensità per meno di un’ora a settimana non porta ad alcuna riduzione del rischio; mentre superare i sessanta minuti permette di ridurlo dal 32% al 56%. Quando invece l’attività è intensa, meno di un’ora a settimana è sufficiente per giungere ad una riduzione importante del rischio (27-37%). E l’effetto dipende dalla quantità totale di movimento, con il rischio che scende dal 36% al 49% per i più attivi.

Lo sport fa bene a tutto l’organismo

Generalmente si lodano i benefici dell’attività fisica sul sistema cardiovascolare, spiegano i ricercatori dell’Oslo University Hospital e della Norwegian School of Sport Sciences, e questo studio conferma l’associazione tra il movimento e la prevenzione di tali patologie. «Tuttavia, abbiamo visto che tale associazione esiste anche le malattie non cardiovascolari. Quindi, l’attività fisica sembra avere degli effetti su molti sistemi di organi e proteggere gli individui da morte prematura anche in tarda età». Dopotutto, l’organismo umano non è nato per l’inattività.

Oggi 6 anziani su 10 conducono vita sedentaria

Nel nostro paese, secondo i dati ISTAT, sono completamente sedentari il 42% degli italiani, oltre 24 milioni di persone di età superiore a tre anni. Le abitudini al movimento degli over 65 sono ancora più scoraggianti: il 60,7% non svolge alcuna attività né fisica né sportiva (il 51,3% degli italiani e il 67,7% delle italiane), oltre 7 milioni e mezzo di anziani. Eppure, l’attività fisica è fondamentale nella prevenzione primaria delle malattie cardio-respiratorie, metaboliche, muscolo-scheletriche, tumorali e dei disturbi depressivi. Le raccomandazioni dell’Oms dovrebbero essere uno strumento di orientamento per le politiche nazionali di sanità pubblica.

Cosa devono fare gli over 65

Quelle riguardanti la fascia di età over 65 indicano che il livello minimo è costituito da almeno 150 minuti alla settimana di attività aerobica di intensità moderata o 75 minuti se l’intensità è vigorosa (o una combinazione equivalente di attività con intensità moderata e vigorosa), in sessioni comunque non più brevi di 10 minuti. Gli italiani che praticano un’attività fisica ritenuta protettiva per la salute secondo questi parametri dell’Oms sono stati nel 2013 solo il 20,6% della popolazione con più di tre anni (il 25,9% tra gli uomini ed il 15,6% tra le donne).

I medici devono incoraggiare i pazienti, anche gli over 73

«Anche ad un’età così avanzata come 73 anni è impressionante l’associazione tra attività fisica e riduzione della mortalità» dicono i ricercatori. E quindi, esattamente come si procede con il fumo, ideando campagne volte all’abbandono del mortale vizio, così bisognerebbe includere la lotta alla sedentarietà nelle strategie di salute pubblica. Per gli autori, «i medici dovrebbero sottolineare il numero di patologie cardiovascolari e non che potrebbero essere evitate con l’attività fisica per incoraggiare gli anziani a muoversi di più».

 

La Stampa – salute

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