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ASSOCIAZIONE TRA LA MEDICINA FUNZIONALE ED UNA MIGLIORE QUALITÀ DELLA VITA

ASSOCIAZIONE TRA LA MEDICINA FUNZIONALE ED UNA MIGLIORE QUALITÀ DELLA VITA

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Il 25 ottobre 2019, sulla prestigiosa rivista Jama, è stato pubblicato uno studio che dimostra il valore che la Medicina Funzionale sta assumendo oggi, passo dopo passo, progresso dopo progresso.

Le malattie croniche stanno sfidando, ormai da tempo,  la salute dell’essere umano e in particolare negli Stati Uniti si sono contate circa 100 milioni di persone con 1 o più condizioni croniche a partire dal 2014. Con l’aumento delle patologie vi è anche un aumento dei costi sanitari infatti queste persone contribuiscono al 90% della spesa sanitaria annuale della nazione a causa della necessaria gestione delle malattie e anche per l’ assistenza agli anziani. Appare perciò evidente il bisogno di scoprire e attuare nuovi approcci incentrati “sull’inversione” delle malattie croniche promuovendo così la salute poiché l’attuale modello di assistenza sanitaria diventerà economicamente insostenibile.

In primis devono essere fatte scelte nutrizionali, e non solo, radicalmente diverse in quanto avere una stile di vita sano è una potente arma in grado di contrastare e gestire al meglio le malattie croniche. Tuttavia è risaputo ormai che  il loro uso come terapia di prima linea è impegnativo sia per i pazienti, per i quali è molto più semplice prendere qualche pastiglia qua e là, sia per gli stessi medici che, oltre a “perdere” meno tempo, si sentono anche  poco informati per fornire raccomandazioni nutrizionali nonostante l’alimentazione e lo stile di vita siano alla base della maggior parte delle linee guida. Ci sono varie ragioni alla base di questa sensazione di preparazione inadeguata, incluso il livello di educazione alimentare, mancata fiducia nelle prove nutrizionali disponibili e tempo effettivo da dedicare al paziente.

Molte malattie croniche non sono malattie di per sé, ma piuttosto descrizioni di sintomi o anomalie di laboratorio. Ricordiamoci che le cure convenzionali si concentrano sulla gestione dei sintomi della malattia (ad es. Ipertensione, livelli anormali di glucosio nel sangue), ma le cause sottostanti vengono raramente identificate ed è proprio a questo livello che agisce la Medicina Funzionale, la medicina del “perché”, la medicina che vuole davvero fare prevenzione e non solo curare quando la malattia si è già manifestata.

Il modello di Medicina Funzionale fornisce un sistema operativo che lavora per invertire la malattia e promuovere la salute affrontando cause, sintomi e squilibri funzionali sottostanti. Questi squilibri possono compromettere le principali funzioni biologiche (assimilazione, difesa e riparazione, produzione di energia, biotrasformazione, comunicazione, trasporto e integrità strutturale) risultanti da interazioni gene-ambiente, inclusi stile di vita, tossine ambientali e microbioma. La medicina funzionale rimuove i fattori scatenanti per la malattia, fornisce input per ripristinare e ottimizzare la salute, affronta anche i determinanti sociali, compresi gli aspetti psicologici, emotivi e spirituali della salute e delle malattie.

 Alla base della Medicina Funzionale vi è l’uso del cibo come medicina per prevenire, curare e invertire le malattie croniche con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita correlata alla salute del paziente, incluse le funzionalità fisiche e il benessere.

Nello studio di coorte retrospettivo sono stati coinvolti 7252 pazienti di età pari o superiore a 18 anni, di cui 1595  curati in un contesto di medicina funzionale  e 5657 trattati con un modello di cura basato sulla medicina tradizionale. Precise e sensibili analisi hanno valutato i miglioramenti dei pazienti  limitatamente dopo 6 e 12 mesi. Lo studio ha incluso pazienti che avevano ottenuto cure da parte del  Cleveland Clinic Center for Functional Medicine oppure del Cleveland Clinic family health center tra il 1 aprile 2015 e il 1 marzo 2017.

A 6 mesi i pazienti di medicina funzionale hanno mostrato miglioramenti significativamente maggiori rispetto a quelli osservati in pazienti trattati in un centro di salute familiare di medicina tradizionale  mentre a 12 mesi, i pazienti in medicina funzionale hanno mostrato un miglioramento simile a quello osservato a 6 mesi ma in questo caso il confronto fatto con i dati ottenuti con i pazienti visitati presso il centro sanitario familiare non erano significativamente differenti. In generale comunque i pazienti del centro di medicina funzionale con dati a 6 e 12 mesi hanno mostrato miglioramenti statisticamente significativi rispetto ai pazienti osservati in un centro sanitario familiare.

Concludendo  il modello di medicina funzionale ha dimostrato l’esistenza di un’associazione benefica ma anche e soprattutto sostenibile nel tempo.

Fonte: Association of the Functional Medicine Model of Care With Patient-Reported Health-Related Quality-of-Life Outcomes Michelle Beidelschies, PhD1; Marilyn Alejandro-Rodriguez, BSAS1; Xinge Ji, MS2; et alBrittany Lapin, PhD2; Patrick Hanaway, MD3; Michael B. Rothberg, MD, MPH4 Author Affiliations Article Information JAMA Netw Open. 2019;2(10)

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