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ATTACCO ALLA CELLULITE

ATTACCO ALLA CELLULITE

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La cellulite o lipodistrofia si manifesta in modo persistente soprattutto nelle zone delle cosce, glutei e fianchi. Le zone colpite mostrano un’alterazione del tessuto adiposo sottocutaneo con accumulo di grassi e ristagno di liquidi. Abbiamo già visto come un fattore importantissimo per la distribuzione del grasso corporeo siano gli ormoni: il testosterone fa accumulare nel giro vita e gli estrogeni nella parte inferiore del corpo, ma esiste anche un altro fattore molto importante: LA CIRCOLAZIONE.

Il grasso contenuto negli adipociti non è stabile ma è in continuo rinnovamento, diciamo che viene completamente rinnovato ogni tre settimane e, in condizioni di dieta normocalorica, tanto grasso viene sciolto e tanto ne viene risintetizzato, ovverosia tanto grasso esce dalla cellula adiposa e tanto ne entra e questo meccanismo di rinnovamento avviene anche quando c’è un deficit calorico, solo che i bilanci di entrata sono inferiori a quelli di uscita. Se noi riuscissimo ulteriormente a bloccare l’ingresso dei grassi all’interno della cellula adiposa in specifiche zone riusciremmo ad avere un maggiore effetto di dimagrimento localizzato. Avete certamente notato come anche persone realmente soprappeso abbiano comunque una scarsa percentuale di grasso negli avambracci e lo stesso si può dire per i polpacci, a meno che non ci siano dei problemi di scarsa circolazione. In linea generale gli avambracci e i polpacci sono le parti più magre e sono anche quelle che sono in continuo movimento; in queste parti c’è una continua stimolazione muscolare che aumenta il flusso locale del sangue. In altre parole, datemi una persona che ha problemi di circolazione nella parte inferiore del corpo, incluso i polpacci, e vi farò vedere una persona con un accumulo di grasso nella parte inferiore del corpo compresi i polpacci e che resiste ad ogni tipo di dieta. Questo scenario si vede abbastanza spesso nelle donne. C’è una diretta correlazione tra la quantità di sangue che arriva in una zona e la quantità di grasso in quella zona. Maggiore è il flusso del sangue minore è l’accumulo di grasso e viceversa. Questo è reso possibile dal fatto che l’aumento del flusso sanguigno diminuisce la esterificazione degli acidi grassi che è alla base del processo di rinnovamento del tessuto adiposo che porta gli acidi grassi all’intervento della cellula adiposa. Ogni qualvolta il flusso di sangue è ridotto, nuovi acidi grassi possono entrare più facilmente nella cellula adiposa. Così se si potesse incrementare in maniera permanente il flusso del sangue in una determinata zona, si potrebbe squilibrare il rinnovamento degli acidi grassi riducendone il normale rimpiazzo nella cellula adiposa.

Una terapia anticellulite di successo deve 1) migliorare la circolazione sanguigna nelle zone problematiche 2) ridurre gli accumuli di grasso nelle zone desiderate.

Per il consumo del grasso è necessario che l’attività motoria sia specifica. Per bruciare grassi durante l’attività fisica occorre che l’attività sia equilibrata in durata, sforzo, e consumo d’ossigeno. Deve durare almeno 20 minuti e deve arrivare intorno al 60% dello sforzo massimo. La migliore lipolisi del grasso utilizzabile a scopo energetico si effettua nelle zone ben irrorate dal sangue. Per effettuare il movimento aerobico e costante il muscolo utilizza preferibilmente acidi grassi. Il sangue venoso preleva i grassi degli adipociti, arriva nei polmoni, capta ossigeno, passa al cuore e poi attraversa le arterie, passa ai muscoli che lo utilizzano come fonte energetica. Se i tessuti non sono ben irrorati i muscoli prelevano acidi grassi da altri distretti dove la circolazione è più attiva. Questo è il caso del soggetto cellulitico che fa movimento normale. Anche se il movimento è limitato alla parte bassa del corpo, i muscoli prelevano più facilmente dalla parte superiore del corpo, meglio irrorata. Il risultato è un raffreddamento ulteriore nelle zone cellulitiche, si riscalda invece la parte superiore del corpo che sarà più facilitata a bruciare grasso. E’ ovvio quindi che qualsiasi metodo che aiuti a migliorare la circolazione sanguigna nella parte inferiore del corpo porterà benefici a livello di dimagrimento localizzato in quella zona. Una tecnica frequentemente usata a questo scopo era la “vacuum terapia”, con ventose, coppette, rulli aspiratori che risucchiano il sangue verso la superficie. Questo metodo, seppure efficace di fatto e nel principio, può avere delle controindicazioni: la fragilità capillare e venosa che aumentano con questa pratica, la pelle viene dilatata e perde elasticità, le fibre proteiche vengono rotte, i capillari cedono e le teleangectosie (i cosiddetti “capillari” rossi visibili sulla pelle) possono aumentare.

L’ideale è quindi utilizzare un metodo che causa un miglioramento uniforme della circolazione nelle zone incriminate. A questo scopo è stata progettata un’apparecchiatura: HYPOXI TRAINER, che è in grado di creare una depressurizzazione limitata del corpo (dalla vita in giù) in maniera che la circolazione venga stimolata soprattutto in queste parti del corpo. L’HYPOXI TRAINER è praticamente una cyclette che permette di effettuare l’esercizio fisico rivolto alla parte inferiore del corpo in una camera depressurizzata nella quale è contenuta solo la parte inferiore del corpo in maniera da combattere la tendenza all’ipossia locale di quelle zone cellulitiche e bruciare il grasso localizzato grazie al movimento in presenza di una buona ossigenazione e circolazione. Da anni sostengo con articoli su varie riviste del settore, con esperimenti e studi osservativi e con corsi specifici dell’ACCADEMIA DEL FITNESS la possibilità di ottenere una spot reduction (dimagrimento localizzato). Finalmente un apparecchio che, utilizzando principi fisiologici scientificamente riconosciuti, viene in aiuto a quelle persone che hanno problemi di cellulite e grasso localizzato nella parte inferiore del corpo.

TERMOGRAFIA A CONTATTO E “CELLULITE”

In genere soltanto negli stadi molto avanzati della cellulite è possibile apprezzare diminuzioni della temperatura cutanea, e quindi delle aree “fredde”, appoggiando il palmo della mano sulla regione interessata. Si tratta di situazioni nelle quali sono apprezzabili alla palpazione profonda singoli noduli o ammassi di noduli conglobati in pacchetti molto dolenti alla pressione, con retrazione della superficie cutanea, che danno luogo alla cosiddetta “buccia d’arancio” e “cute a materasso”.

In stadi meno avanzati, invece, dove esiste un semplice edema e rallentamento della circolazione, risulta particolarmente difficile apprezzare variazioni termiche della superficie cutanea con il semplice ausilio della mano. E’ perciò necessario utilizzare la Termografia a cristalli liquidi, che è un metodo di rapida e facile applicabilità, capace di fornire in tempi brevi una mappa termica delle regioni cutanee da esaminare.

Il metodo risulta di facile applicazione in quanto consiste nell’appoggiare, sulla regione cutanea interessata, speciali lastre nelle quali sono incorporati dei microcristalli di colesterolo, opportunamente incapsulati, che hanno la proprietà di cambiare colore a seconda della temperatura con cui vengono a contatto. In questo modo è facile evidenziare zone con circolazione alterata.

California Sport & Fitness – maggio 2001

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