Home ARTICOLI Alimentazione AUMENTARE L’INTAKE PROTEICO AIUTA A PERDERE PESO E A MANTENERE IL PESO PERSO IN SEGUITO AD UNA DIETA
AUMENTARE L’INTAKE PROTEICO AIUTA A PERDERE PESO E A MANTENERE IL PESO PERSO IN SEGUITO AD UNA DIETA

AUMENTARE L’INTAKE PROTEICO AIUTA A PERDERE PESO E A MANTENERE IL PESO PERSO IN SEGUITO AD UNA DIETA

2.05K
0

La tendenza del nostro corpo è quella di mantenere il peso costante, ovvero quello che gli studiosi chiamano “peso set point”. Dopo perdite di peso significative, si instaurano meccanismi come l’aumento della fame e il rallentamento del metabolismo che rendono sempre più difficile l’ulteriore perdita di chili. Il controllo del peso coinvolge strutture cerebrali come l’ipotalamo e ancora gli adipociti, il fegato, il pancreas, la tiroide e l’intestino che secernono ormoni come la grelina, il GH, la leptina, il PYY e l’insulina. Anticamente questi meccanismi di controllo si erano sviluppati con l’obiettivo di risparmiare energia quando le fonti di cibo scarseggiavano, per questo motivo la complessità e la ridondanza di questi ultimi, aiuta a spiegare perché è così difficile perdere peso. Alcuni nutrizionisti affermano che un aumento della quota proteica, all’interno della propria alimentazione, aiuta le persone a mantenere il peso perso.
Come è possibile questo? Le proteine sopprimono la fame e aumentano il metabolismo molto di più rispetto ai carboidrati o ai grassi perciò l’aggiunta di 30 o 50 g di proteine alla dieta potrebbe aiutare a perdere peso e a non riacquistarlo più. Una modalità di inclusione potrebbe essere ad esempio quella di inserirle nella propria colazione.
Le proteine al mattino infatti sopprimono la fame e prevengono l’eccessiva assunzione di cibo a pranzo e durante il giorno.
Assumere uova a colazione invece che fette biscottate e marmellata riduce la fame e diminuisce l’introito calorico per il resto della giornata. Ricercatori della Pennington Biomedical Research in Louisiana hanno trovato che l’alto contenuto proteico delle uova fa sì che le persone in sovrappeso consumino 163 calorie in meno a pranzo e un totale di 428 calorie in meno nell’arco delle 24 ore rispetto a quelli che assumevano Bagel a colazione.
Nel corpo può essere prodotto glucosio nel fegato, nei reni e nell’intestino attraverso la gluconeogenesi. Questo processo converte gli aminoacidi delle proteine in glucosio e assume un’importanza notevole in quanto i muscoli e il fegato utilizzano il glicogeno e i carboidrati immagazzinati dall’ultimo pasto.
Studiosi francesi hanno scoperto che, in topi nutriti con una dieta ad alto contenuto proteico, il processo di gluconeogenesi a livello intestinale era aumentato, segnalando, in questo modo, ai recettori della fame presenti nel fegato di disattivare le sensazioni di fame. Al contrario, questo processo non ha contribuito alla riduzione della sensazione di fame quando gli studiosi hanno bloccato i nervi che riforniscono i vasi sanguigni del fegato.
Questo studio quindi ha mostrato come piccoli pasti proteici, durante la giornata, possono contribuire a sopprimere la fame e promuovere il controllo del peso corporeo.
Non è finita qui, infatti associando una dieta ipocalorica e l’attività fisica al consumo di proteine è possibile preservare la massa muscolare e favorire la perdita di massa grassa.
Le proteine del siero del latte sono particolarmente efficaci nella diminuzione dell’appetito e nel promuovere la perdita di peso in quanto pasti iperproteici contribuiscono a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue.
Ricercatori giapponesi, attraverso uno studio sui ratti, hanno evidenziato che le proteine del siero del latte, ma non le caseine, hanno un effetto diretto sul metabolismo dei grassi infatti i ratti nutriti con proteine del siero hanno mostrato una diminuzione della sintesi degli acidi grassi a livello epatico ed un aumento del loro utilizzo nel muscolo.
Concludendo, un’integrazione a base di proteine del siero del latte, in particolare se questa viene associata ad esercizio fisico, contribuisce alla riduzione della produzione di grasso nel fegato e promuove l’uso dei grassi come substrato energetico a livello muscolare.

Bibliografia:

  • Strength Conditioning Journal, 28:28-29
  • Cell Metabolism, 2: 321-329
  • Nutrition 21: 1052-1058

(2050)