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BAMBINI A RISCHIO DI OBESITA’

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California Sport & Fitness – maggio 2002

Al giorno d’oggi la sedentarietà è un problema che affligge non più solo gli adulti ma anche i bambini. E questo diventa un grande fattore di rischio per l’obesità. L’attività fisica è sempre meno considerata anche nella scuola dove l’attività fisica è limitata a 1 o 2 ore alla settimana e spesso le scuole non sono nemmeno dotate delle palestre adeguate. Si auspica quindi una maggiore sensibilità delle autorità per quanto riguarda l’attività fisica. Questa sensibilità al momento dovrebbe essere demandata alla cultura dei genitori. I genitori si sforzano e portano i bambini in piscina o al corso di karatè ma, purtroppo, al giorno d’oggi spesso il tempo a disposizione è scarso e comunque 2 ore di moto alla settimana per un bambino non è un’attività fisica sufficiente. Mi ricordo quando ero bambino io: al mattino a scuola poi a casa a pranzo, un piccolo riposo dopo e poi i compiti, dopo di che andavo in cortile a giocare a pallone, a nascondino, a guardie e ladri, con le cerbottane. Tutti giochi di movimento che comportano corse continue, dopo di che si tornava a casa a completare gli studi ed alla sera a letto dopo Carosello. Pochi mesi fa sono passato dal condominio nel quale abitavo, ebbene quell’ampio cortile, che fungeva a seconda delle necessità da campo di calcio o terra di battaglia tra squadre avversarie, è diventato un parcheggio affollato da macchine degli inquilini. Ormai tutti i nuclei familiari hanno più di una macchina ed i parcheggi scarseggiano o costano troppo, di conseguenza l’assemblea del condominio ha deciso di sacrificare il campo giochi dei bimbi per il parcheggio. Questo condominio è in una zona centrale della città, non ci sono vicino i parchi gioco o i campi sportivi. Dove andranno questi bambini? Probabilmente resteranno in casa davanti alla televisione. In uno studio effettuato presso il Sir Padampat Mothels of Child Helath Institute, Jaipur (Rajasthan – India) sono stati studiati 250 bambini con un’età compresa tra i 3 e i 10 anni per un periodo di 9 mesi. Lo scopo dello studio era vedere gli effetti della televisione sulle abitudini alimentari dei bambini, sullo stato generale di salute, sull’interesse verso lo studio ed il profitto scolastico. Il tempo medio di esposizione per singolo bambino era di circa 8,5 ore per settimana. Ebbene sulla base di questo studio fu riscontrato nel 20% dei bambini un aumento del peso corporeo abbinato a cambiamenti delle abitudini alimentari ed evidenziando così che la televisione predispone all’obesità infantile. Fu riscontrato nel 30% dei bambini una diminuzione dell’attività fisica mentre il 20% aveva dimostrato minor interesse verso lo studio e un 25% ha presentato disturbi del sonno. Lee Haney Capo del Consiglio della Presidenza sul Fitness e Sports (una specie di Ministro dello Sport) 8 volte campione di Body Building (Mr Olympia) ha affermato “Dobbiamo smettere di parlare di bambini “poltroni” o che guardano troppo la televisione o stanno troppo in rete, ma dobbiamo fare di una regolare attività fisica il primo obiettivo a livello educativo e salutare. Non ha senso enfatizzare i migliori test attitudinali e di intelligenza se i nostri bambini stanno rischiando di andare incontro a problemi come l’obesità, malattie cardiache, diabete e cancro più avanti nella vita. Il nostro obiettivo numero uno dovrebbe essere trovare la maniera per rendere i nostri bambini più attivi e in forma”. A questo punto è logico dedurre che è necessario educare i bambini non solo alla cultura del sapere ma anche alla cultura fisica, cioè alla pratica costante e corretta dell’attività fisica in quanto purtroppo il gioco mezzo ideale per l’esercitazione anche delle qualità fisiche del bambino sta progressivamente scomparendo a favore della televisione, del computer, del gioco virtuale e della play station. Ma questo lo devono capire per primi i genitori che devono cercare soluzioni per far divertire i loro bambini e nello stesso tempo devono dare loro la possibilità di esercitarsi fisicamente. Una ricerca della Norterwestern University Medical School Evanston, Illinois (USA) ha dimostrato che il problema dell’obesità infantile è epidemico negli Stati Uniti e che i comportamenti riguardanti l’alimentazione e l’attività fisica sono stabiliti precocemente nella vita e condizionati dal modello familiare. Interventi precoci nello stile di vita dei familiari e dei bambini sono fondamentali per prevenire l’obesità più tardi nella vita.

 

CONSIGLI ALIMENTARI

  • Ridurre i grassi soprattutto saturi
  • Aumentare le fibre soprattutto sotto forma di frutta e verdura
  • Non bere bibite gassate e mangiare patatine davanti alla televisione
  • Consumare una buona prima colazione a base di latte e cereali
  • Mangiare assieme alla stessa tavola in famiglia  perché così si mantiene basso il consumo di bevande, dolci e grassi e si aumenta il consumo di verdura
  • Ridurre il tempo passato alla tv  perché così si riduce l’assunzione giornaliera di calorie e migliora la qualità dei cibi assunti

 

ESEMPIO DI DIETA VALIDA DAI 5 AI 10 ANNI

LA DISTRIBUZIONE E’ VALIDA PER TUTTI, LE QUANTITA’ VANNO IN RELAZIONE ALL’ETA’

Colazione:

250 cc di latte o yogurt

30 g di pane integrale o 2 fette biscottate integrali

20 g di marmellata o miele

Meta’ mattina:

Una merendina con pochi grassi saturi oppure un frutto oppure uno yogurt magro alla frutta o una mousse

Pranzo:

Primi: alternare 50 g di pasta con minestra di verdure e legumi

Secondi: 70-80 g di carne o di pesce oppure prosciutto crudo o un uovo intero + un albume

Contorno: verdure cotte e crude

10 g di olio di oliva

Un frutto

Merenda:

Una merendina con pochi grassi saturi oppure un frutto oppure uno yogurt magro alla frutta o una mousse

Cena:

Primi: alternare 50 g di pasta con minestra di verdure e legumi

Secondi: 70-80 g di carne o di pesce oppure prosciutto crudo o un uovo intero + un albume

Contorno: verdure cotte e crude

10 g di olio di oliva

Un frutto

 

ATTIVITA’ FISICA

  • Praticare uno sport di squadra aiuta il bambino ad interagire con gli  altri
  • Praticare uno sport individuale aiuta il bambino a sviluppare la dedizione e la forza di volontà
  • E’ opportuno scegliere le attività che migliorano la capacità di coordinazione neuromotoria e contemporaneamente divertono (calcio – minorobica – pallavolo)
  • Evitare una eccessiva specializzazione (cioè praticare  sin da piccoli solo uno sport)
  • Evitare di praticare eccessivamente uno sport asimmetrico (es. Tennis)
  • Limitare l’aspetto agonistico e far prevalere l’aspetto sociale e ludico in quanto gli insuccessi potrebbero allontanare il bambino dallo sport e quindi dall’attività fisica
  • Praticare un’attività fisica che aiuti a sviluppare il corpo in maniera armonica e simmetrica (nuoto, palestra)

 

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