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Così l’inquinamento attacca il cuore

Così l’inquinamento attacca il cuore

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Quando si pensa all’aria inquinata delle nostre città si fa quasi sempre riferimento ai problemi che idrocarburi, gas di scarico e polveri sottili possono determinare sulla salute dell’apparato respiratorio, diventando un fattore di rischio per lo sviluppo di patologie come asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva. In realtà l’aspetto che lega la cattiva qualità dell’aria alla salute delle vie respiratorie è solo una parte degli effetti dei fumi sull’organismo umano. Gli studi più recenti dimostrano chiaramente che esiste infatti un impatto pesante dell’inquinamento atmosferico anche sul benessere cardiovascolare, come ricordano numerosi esperti. A comprovare questa condizione, che deve mettere in guardia soprattutto i bambini e gli anziani e può risultare componente epidemiologicamente importante in diversi casi di decesso, ci sono diversi studi clinici. In Belgio, alcuni ricercatori hanno condotto una metanalisi per valutare addirittura gli effetti dello smog nella patogenesi dell’infarto miocardico acuto. L’indagine ha considerato 36 diversi studi clinici ed ha provato a mettere in fila le possibili motivazioni che hanno dato il via all’attacco cardiaco, valutando al contempo anche gli effetti dell’eliminazione di ogni eventuale fattore esterno scatenante. Ebbene, tra i vari elementi esterni che potrebbero avere un ruolo, si è visto che proprio l’inquinamento dell’aria sarebbe al primo posto in questa poco edificante classifica, ben davanti ad altri fattori universalmente considerati più significativi come uno sforzo fisico molto intenso o una forte emozione. Questi dati, non ci sono dubbi, debbono far riflettere!

Repubblica Salute de La Repubblica dell’8 aprile, pagina 40

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