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DALLA “DietaCOM e DIMAGRIMENTO LOCALIZZATO” ALLA MEDICINA FUNZIONALE ANTIAGING

DALLA “DietaCOM e DIMAGRIMENTO LOCALIZZATO” ALLA MEDICINA FUNZIONALE ANTIAGING

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Alzi la mano chi non ha mai desiderato mantenere il corpo tonico e perdere peso solo in modo localizzato “nei punti critici” (cosce, glutei o pancia). E come prevenire l’invecchiamento precoce e le malattie degenerative? Ad un congresso medico, ho incontrato il Dr. Massimo Spattini – grande esperto in queste tematiche – ed essendo molto interessata alle sue teorie innovative, mi sono fatta promettere quest’intervista per voi lettori del blog.

Massimo Spattini, medico chirurgo specializzato in Scienza dell’Alimentazione e Medicina dello Sport, è professionista poliedrico conosciuto a livello internazionale, dal curriculum accademico e di attività davvero ricchissimo. Autore affermato di numerosi testi di successo, tra cui “La dieta COM e il dimagrimento localizzato”, che ha avuto grande popolarità in Italia e in America, è il primo Italiano a partecipare come relatore al Congresso Mondiale della A4M (American Academy of Anti-Aging Medicine).

Grazie alla vasta esperienza sia di divulgatore, che di organizzatore di eventi e convegni, dal 2014 è presidente dell’ AFFWA (Accademia Funzionale del Fitness-Wellness-Antiaging), che realizza iniziative e convegni per divulgare in Italia la Medicina Funzionale Antiaging e condividere metodologie e conoscenze d’avanguardia che hanno per tema la salute, il fitness, l’alimentazione e la gestione dello stress.

Se pensate che per tutti la perdita di peso debba tradursi solo nella riduzione di calorie alimentari e nello stesso tipo di pratica sportivo, dopo aver letto il libro sulla CronOrMorfo dieta vi ricrederete. Il metodo Spattini, infatti, è un approccio integrato che tiene conto della cronobiologia degli ormoni e individua 3 diverse morfologie, determinate da una differente predisposizione genetica. La conformazione a “mela”, è quella di chi tende ad accumulare grasso nell’addome, a “pera” è tipica di chi accumula nella parte inferiore e a “peperone” di chi accumula in maniera omogenea su tutto il corpo. Per ciascuna di queste tipologie è proposto un differente approccio dietetico, di timing dei pasti e di allenamento, per perdere grasso localizzato proprio nei nostri punti di accumulo.
Approfondiamo dunque con lui alcuni aspetti della sua attività:

– Dottor Spattini, come è nata e come si è evoluta la sua formazione?
È nato prima l’interesse per la cultura fisica e, di conseguenza, quello per la medicina. Quando ho iniziato ad allenarmi con i pesi, con l’intenzione di modificare il mio aspetto corporeo (pesavo 60 kg per 180 cm), le informazioni che riguardavano l’alimentazione legata alla performance atletica erano molto limitate quindi, dopo la maturità classica decisi di iscrivermi a Medicina e Chirurgia perché era il percorso migliore per acquisire queste informazioni. La Specializzazione in Medicina dello Sport e quella in Scienza dell’Alimentazione sono state un naturale completamento di questo percorso. Infine, col passare degli anni, è stato altrettanto logico passare dalla ricerca della massima performance a quella del massimo mantenimento delle capacità funzionali sia fisiche che psichiche. In questi ultimi anni ho poi rivolto i miei interessi alla Medicina Funzionale Antiaging ed ho acquisito la certificazione ABAARM in Medicina Antiaging e Rigenerativa con la A4M-USA e la certificazione AFMCP (Applying Functional Medicine in Clinical Practice) con la IFM-USA.

– Fino a qualche tempo fa l’attività sportiva consigliata in ambito medico era soprattutto di tipo aerobico (come il nuoto o la camminata), oggi invece le evidenze scientifiche ci hanno dimostrato che anche l’attività fisica di tipo anaerobico (come il sollevamento pesi) ha effetti molto positivi sulla salute. Entrambe, opportunamente calibrate, possono essere prescritte come vero e proprio farmaco. Lei, che è stato campione di body building pluripremiato, cosa può raccontarci in merito?
È necessario premettere che quando si parla di effetti positivi dell’attività fisica sulla salute si fa riferimento ad un’attività fisica dosata e tarata secondo le caratteristiche individuali che non deve essere eccessiva altrimenti prevalgono gli effetti negativi. In questo senso non possiamo considerare l’attività agonistica come propedeutica ad un ottimale stato di salute. Personalmente ritengo che il fatto di aver dedicato solo sette anni (dal 1981 al 1988) all’attività agonistica si sia rivelato una scelta vincente in quanto, in tal modo, sono riuscito a limitare gli inevitabili danni a carico delle articolazioni e comunque qualcuno me lo porto dietro nonostante tutto. È altresì vero che l’agonismo predispone ad uno stile di vita basato su ritmi regolari, adeguate ore di sonno, corretta alimentazione e appropriata integrazione che tornano molto utili anche quando l’obiettivo cambia e non sono più necessari i carichi di allenamento tipici di chi deve affrontare una competizione perché il fine ultimo è diventata l’efficienza psicofisica ottimale. Relativamente ai benefici dell’allenamento con i pesi come strategia antiaging direi che, così come nella mezza età occorre prestare particolare attenzione all’attività aerobica per il suo effetto positivo sulle problematiche di tipo cardiovascolare, nella terza età l’allenamento con i pesi diventa addirittura più importante per la prevenzione della sarcopenia e per prolungare l’aspettativa di vita che è direttamente correlata alla forza.

– Cosa l’ha portata a scrivere il libro sulla Cronormorfodieta?
In realtà l’iniziativa di scrivere un libro sulla CronOrMorfo dieta è partita direttamente dall’editore che contattai con l’intento di proporgli di trasformare in sfida letteraria la mia esperienza come docente e promotore del Corso di Formazione “Benessere e stili di vita” che avevo tenuto all’Università La Sapienza di Roma nel 2011. Quest’ultimo dimostrò interesse nei confronti della mia proposta e infatti, nel 2013, uscì il libro edito da Tecniche Nuove “Antiaging e lo stile di vita integrato” basato proprio su tutti gli argomenti trattati al corso della Sapienza ma, avendogli io accennato della mia intenzione, nel futuro, di scrivere anche un libro sulla dieta personalizzata secondo i biotipi e la loro prevalenza ormonale ovvero appunto la CronOrMorfodieta, mi propose immediatamente di uscire ancora prima con quello. Così nacque “ La Dieta COM e il Dimagrimento Localizzato”. Era un progetto a cui pensavo da lungo tempo ma, nonostante fossero più di 20 anni che insegnavo l’argomento ai miei corsi e scrivevo articoli su varie riviste, continuavo a rimandare nell’ottica di voler trovare maggiori e ulteriori evidenze scientifiche, essendo l’argomento molto controverso. Il suo entusiasmo mi coinvolse e accettai senza più remore di rendere ufficiali le mie ventennali ricerche ed esperienze sulla CronOrMorfodieta e sul dimagrimento localizzato.

– Quali sono le accortezze che i diversi morfotipi (“mela”, ”pera”, ”peperone”), devono adottare per perdere peso?
Semplificando all’estremo: il morfotipo “mela”, cioè quello che tende ad ingrassare soprattutto nella zona centrale del corpo (quindi nel tronco), deve tendere soprattutto al controllo glicemico e alla modulazione del cortisolo che è il principale ormone dello stress. Questo morfotipo deve quindi limitare i carboidrati consumandoli soprattutto nel pasto serale privilegiando quelli a basso indice glicemico ricchi di fibre. In questo modo viene promossa la produzione di serotonina che è un ormone antistress e antifame in grado quindi di migliorare la compliance della dieta e favorire un sonno più fisiologico, migliorando tutti i parametri metabolici che favoriscono il dimagrimento.
Il morfotipo “pera”, invece, accumula grasso prevalentemente nella parte inferiore del corpo a causa di una prevalenza di estrogeni che, tra l’altro, rallentano il metabolismo tiroideo diminuendo la capacità lipolitica dell’organismo. Questi soggetti devono consumare più carboidrati al mattino per stimolare la tiroide e proteine a cena per favorire la produzione durante la notte di GH che è un ormone dotato di spiccate proprietà lipolitiche.
Il morfotipo “peperone”, infine, non ha squilibri ormonali che predispongano specifiche localizzazioni di grasso corporeo e ingrassa in maniera omogenea, soprattutto a causa del rallentamento del metabolismo tiroideo che deve essere resettato tramite un’alimentazione equilibrata che preveda l’assunzione di tutti i macronutrienti (carboidrati, proteine, grassi) in parti uguali, in tutti i pasti principali.


– E’ possibile conoscere la sua importante attività di divulgazione su queste tematiche attraverso l’ AFFWA (Accademia Funzionale del Fitness-Wellness-Antiaging). Quali iniziative organizza l’Accademia, a chi le consiglia e quale il valore aggiunto per i partecipanti?
– Lei è pioniere in Italia della Medicina Funzionale Antiaging, su cosa si fonda?
Come ho detto precedentemente, la mia formazione made in USA comprende la certificazione dell’IFM (Institute Functional Medicine) e la Certificazione A4M (American Academy Antiaging Medicine). La Medicina Funzionale parte proprio dall’origine del problema a livello metabolico e cellulare, se non mitocondriale, con l’intento di risolvere la disfunzione che porta alla malattia. La medicina Antiaging si basa essenzialmente sugli stili di vita, sull’epigenetica, sulla nutrigenomica e sulla modulazione ormonale ma anche sulla medicina rigenerativa con l’uso delle stem cells. La medicina funzionale antiaging è tutto questo insieme e l’impostazione dell’AFFWA tiene ancora più in considerazione la valenza dell’attività fisica rispetto all’IFM e all’A4M stesse le quali si soffermano maggiormente sugli aspetti nutrizionali. Già Ippocrate nel 400 A.C. poneva sullo stesso piano l’attività fisica e l’alimentazione perciò non ho scoperto niente…

L’AFFWA ha una missione: creare un network di figure professionali dedite alla cura del corpo e alla salute in grado di interagire fra loro, parlare la stessa lingua, avere una visione globale del problema, intervenendo ognuna nel rispetto delle proprie competenze e mantenendo la capacità di riconoscere quando il problema va affrontato da altri specialisti indirizzando il paziente ai vari professionisti di riferimento. I corsi dell’’AFFWA sono di conseguenza rivolti a medici, biologi, dietisti, infermieri, fisioterapisti, professionisti dell’estetica, laureati in scienze motorie, personal trainer, psicologi, osteopati, chiropratici, naturopati, farmacisti. Personalmente ritengo di poter onestamente affermare che il valore aggiunto dei corsi AFFWA, di cui sono presidente, consista nel fatto che tuttora, ogni anno, ho la fortuna di poter partecipare ai corsi di aggiornamento più all’avanguardia in tutto il mondo.I costi di questi corsi sono spesso proibitivi e rappresentano per molti una reale difficoltà ma spesso è una questione di priorità nella vita….per quanto mi riguarda la passione per il mio lavoro e il senso di responsabilità giocano nelle mie scelte un ruolo fondamentale e, l’idea di poter mettere a disposizione degli affiliati AFFWA il bagaglio di informazioni che riesco ad acquisire, mi ripaga ampiamente dell’impegno sia economico che di tempo che affronto durante gli aggiornamenti. Gli italiani, un po’ per mentalità, un po’ perché non parlano l’inglese fluentemente, tendono a frequentare raramente corsi all’estero quindi quasi sempre mi trovo ad essere l’unico corsista italiano, soprattutto negli USA. In ogni caso questa mia costanza mi ha portato una certa credibilità e considerazione anche a livello internazionale e quest’anno, con mia grande gioia e soddisfazione, sono stato primo ed unico italiano ad essere relatore al Congresso Mondiale Antiaging della A4M dove ho tenuto proprio una relazione sulla CronOrMorfodieta in chiave antiaging.

Ho avuto il piacere di incontrare il dottor Spattini anche nell’ambito dell’evento “A pranzo con gli autori” organizzato da AFFWA nell’ambito del Parma International Music Film Festival dove sono stata da lui invitata a presentare il mio libro. Ho dunque avuto modo di osservarlo più da vicino, di vederlo accanto alla sua bellissima moglie Cinzia, di apprezzarne l’aspetto umano e di percepire l’affetto della sua città nei suoi confronti. Pertanto la mia ultima domanda è:

– Come riesce a conciliare ogni giorno le sue molteplici attività, qual è la chiave del suo successo?
….non c’è per caso una domanda di riserva?? A parte gli scherzi….senz’altro conto sulle prossime scoperte della Medicina Rigenerativa per potermi clonare! …nel frattempo mi avvalgo soprattutto del preziosissimo contributo di mia moglie Cinzia che è veramente il deus ex machina di tutte le mie attività e del sostegno di un nutrito staff di collaboratori, tutti rigorosamente aderenti al motto dell’AFFWA “noi pratichiamo ciò che predichiamo”.

Intervista di Annamaria Acquaviva per healthrevolution.it

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