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DISINTOSSICAZIONE

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OLYMPIAN’S – giugno 2012

Tutti sanno che ai giorni nostri la durata della vita si è allungata di molto e questo senza dubbio grazie ai progressi della scienza e della medicina. Chi è nato dopo gli anni ’50 ha molte possibilità di vivere oltre i cento anni ma il fatto negativo è che, se è vero che le persone vivono più a lungo, è altrettanto vero che sono sempre più malate. Circa cento anni fa un adulto trascorreva solo l’1% della propria vita in malattia, ora la media è salita al 10%. Più che la vita in salute abbiamo aumentato la vita in malattia e se certe patologie che prima erano tipiche dell’età adulta, come il diabete di tipo II che veniva definito anche diabete dell’adulto, adesso colpiscono anche i giovani.

Agli inizi degli anni ’70 la rivista Natural Geographich incaricò il medico Alexander Loaf di studiare le popolazioni più sane e più longeve del mondo. Egli identificò tre popolazioni particolarmente sane e longeve: gli abitanti di Vicabamba nell’Equador, quelli della  regione Hunza in Pakistan e quelli che risiedevano nell’Abkhazia, sulle montagne del Caucaso nell’ex Unione Sovietica. A queste si aggiunsero poi gli abitanti di Okinawa, un arcipelago a Sud del Giappone.

Se  andiamo ad esaminare quali sono i fattori comuni di queste popolazioni troviamo che l’ambiente e lo stile di vita sono fondamentali. Zone particolarmente isolate dal resto del mondo, vallate delimitate da catene montuose o isole dove le popolazioni hanno sviluppato culture nelle quali la reciproca assistenza e la grande considerazione verso gli anziani rivestono un ruolo fondamentale.

Pensate alla popolazione degli Hunza che in una vallata che si trova nell’estrema punta settentrionale del Pakistan ai confini con la Russia e la Cina ha vissuto in isolamento per migliaia di anni . Non esistono le malattie di tipo degenerativo e quindi non vi sono ospedali, farmacie ma nemmeno polizia, prigioni e crimini e tutto questo per una popolazione di più di 30.000 abitanti.

Che tutto ciò non sia legato a fattori genetici lo si evince dal fatto che  quando individui appartenenti a queste popolazioni entrano a contatto con il mondo occidentale e ne acquisiscono le abitudini, la loro vita si accorcia e compaiono tutte le malattie del mondo occidentale. Tra tutti i fattori implicati in una sana longevità quello alimentare appare senza dubbio il più importante.  Questo è senz’altro positivo  perché se da un lato può essere più difficile per noi andare a vivere in montagna o su un’isola e tenere rapporti sociali stimolanti in senso positivo dato il nostro sistema di vita, può essere invece relativamente più facile adottare determinati regimi alimentari e  comportamenti. La ragione principale per la quale l’alimentazione provoca la maggior parte delle malattie di tipo degenerativo è legata al suo apporto di sostanze tossiche.

Oltre alle tossine che inaliamo tramite le polveri sottili prodotte dall’inquinamento del traffico o quelle provenienti dalle raffinerie, dagli allevamenti di bestiame  e da quelle che derivano dall’uso di solventi, dei detersivi e le varie sostanze chimiche usate dalle industrie e nella vita domestica, noi quotidianamente ingeriamo acqua e cibo contaminati da sostanze tossiche. Molte comunità utilizzano il cloro ed il fluoro per disinfettare i sistemi idrici. Il fluoro è riconosciuto come un agente carcinogeno  ed è trattato come una pericolosa sostanza tossica e noi lo mettiamo di proposito nella nostra acqua.

Negli ultimi 50 anni sono stati introdotti più di 75.000 nuove sostanze chimiche nel nostro ambiente e ad oggi 300 di queste sostanze chimiche sono state trovate nel nostro corpo. I cibi di cui ci nutriamo sono contaminati dalle tossine e vengono coltivati con l’ausilio di pesticidi ed erbicidi. Il DDT che è stato proibito 25 anni fa ora è venduto in altri paesi ed il mercato globale fa si che alimenti cresciuti in terreni trattati col DDT siano presenti sulle nostre tavole.

I nostri mari sono inquinati dal mercurio e i pesci di più grossa taglia ne contengono grande quantità: il tonno ne rappresenta un esempio.

Come mai allora non siamo già tutti morti? Nel corso dell’evoluzione il corpo umano ha sviluppato dei sistemi per  difendersi dall’esposizione alle sostanze tossiche: il sistema antiossidante e la disintossicazione a livello epatico.

Se andiamo a vedere quali sono i tratti comuni nell’alimentazione delle popolazioni più longeve troviamo queste caratteristiche:

–          Restrizione calorica: una media di 1800 Kcal rispetto alle 2500 Kcal del mondo occidentale industrializzato

–          Alimentazione ricca di frutta e verdura, cereali integrali, noci, poca carne

–          Apporto di alimenti funzionali che aumentano le difese dell’organismo, yogurt, curcuma, tè verde…..

La restrizione calorica consiste nella semplice riduzione dell’apporto calorico giornaliero. Svariati studi hanno dimostrato che  riducendo le calorie del 30-40% è possibile allungare la vita di varie specie di animali ed è stata riscontrata una diminuzione di tumori, malattie cardiache, diabete, osteoporosi, malattie autoimmuni e malattie degenerative cerebrali.

I cibi integrali sono alimenti naturali non processati ricchi di nutrienti, enzimi, fitonutrienti ed antiossidanti. La quantità e la complessità di composti contenuti nei cibi integrali, insieme al basso contenuto calorico, li rende nutrienti ad alta densità nutrizionale e salutari, contrapposti ai cibi ad alta densità calorica e ricchi di calorie vuote come i dolci e i carboidrati raffinati.

600 grammi di frutta e verdura al giorno sono in grado di diminuire del 30% le malattie cardiache, del 20% ictus, cancro allo stomaco e cancro esofageo e del 12% il tumore polmonare (Dati da Lock et All. 2005).

Il fegato è il più importante organo coinvolto nel processo di detossificazione. Esso è responsabile della metabolizzazione di molte sostanze esogene ed endogene per il loro utilizzo o per la loro eliminazione. Il fegato funziona come una sorta di filtro per le tossine ed il suo corretto funzionamento è essenziale per proteggere il corpo dalle intossicazioni.

Alla incredibile velocità di circa 2 litri al minuto il fegato filtra il sangue che proviene dall’intestino, rimuovendo il 99% delle sostanze tossiche incluso farmaci, alcool, solventi, formaldeide (uno dei più potenti cancerogeni, prodotto finale della degradazione di vari dolcificanti e qui lancio un sasso che forse riprenderò), pesticidi, additivi alimentari, ormoni di sintesi. Il fegato tra l’altro elimina le sostanze tossiche anche trasformandole in bile, che viene prodotta dal fegato al ritmo di circa 1 litro ogni giorno.

Ma la bile per essere eliminata dal corpo si deve legare alle fibre ed è per questo che una dieta ad alto contenuto di fibre è essenziale per la detossificazione. LA tipica dieta occidentale apporta poche fibre e la muscolatura del colon non è stimolata sufficientemente per promuovere la eliminazione delle feci. Per questo motivo senza sufficienti fibre le tossine della bile, non legate alle feci con le fibre, vengono riassorbite causando un ulteriore insulto alla salute gastro-intestinale.

E qui subentra il 2° organo più importante per la disintossicazione: l’intestino … ma questa è un’altra storia

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Ci sono due differenti sistemi di disintossicazione nel fegato:

FASE  I (Di Attivazione) FASE II (Coniugazione/Eliminazione).

Sia la FASE I che la FASE II lavorano in sinergia per eliminare le tossine e quando uno di questi meccanismi si inceppa, il risultato è l’accumulo di tossine nell’organismo. La FASE I di disintossicazione è mediata dagli enzimi del fegato della famiglia del citocromo P450, il cui compito è spezzare i composti tossici tramite meccanismi di ossidazione , idrossilazione, riduzione e dealogenazione in metaboliti intermedi che possono poi essere eliminati direttamente  o passare alla FASE II. Nella FASE II i metaboliti intermedi sono coniugati tramite processi di solfatazione, glucoronidazione, acetilazione, metilazione, coniugazione aminoacidica e tramite il glutatione resi  idrosolubili in maniera che possano essere eliminati tramite le vie urinarie e l’intestino.

Le crucifere sono vegetali (cavoli, broccoli, cavoletti di Bruxelles, rape, rutabaga, crescione,  ravanello) che appartengono alla famiglia delle Brasicacee. Queste piante hanno dimostrato esercitare notevoli effetti antitumorali; sono in grado di indurre la FASE I e la FASE II. Le crucifere contengono delle sostanze fitochimiche disintossicanti denominate glucosinolati. Queste molecole contengono zolfo che contribuisce al loro particolare gusto e odore. Quando queste crucifere sono masticate e digerite, un enzima chiamato mirosinasi viene liberato e catalizza la trasformazione dei glucosinolati  nei metaboliti bioattivi. Alcuni di questi metaboliti sono gli isotiocianati e gli indoli. Entrambi questi metaboliti sono in grado di attivare sia la FASE I che la FASE II.  In maniera specifica gli indoli e soprattutto l’I3C (indolo 3 carbinolo) è in grado di esercitare un potente effetto antiestrogenico.

L’indolo 3 carbinolo protegge contro i tumori ormonodipendenti perché indirizza in maniera specifica il metabolismo degli estrogeni. Gli estrogeni metabolizzati a livello epatico possono diventare estriolo o catecolestrogeno o estrone. Mentre il primo in eccesso ha un effetto cancerogeno, il 2° non agisce sulla crescita dei tumori. Altre sostanze, che possono essere utilizzate soprattutto sotto forma  di integratori, possono aiutare la FASE II del fegato: per es., l’Acetilcisteina e l’acido lipoico. Queste sostanze sono i naturali precursori del più potente antiossidante e detossificante composto del nostro corpo: il GLUTATIONE.

Il Glutatione è un enzima della FASE II di coniugazione e aiuta il fegato ad eliminare tutta una serie di potenziali tossine. L’invecchiamento, la cattiva nutrizione e lo stress, riducono i livelli di Glutatione.

Anche la curcumina, che è una spezia contenuta nel Curry, è un potente attivatore dell’attività di coniugazione della FASE II.

Il Glutatione è la molecola più importante per il mantenimento della salute del nostro corpo. Questa molecola è situata nel crocevia metabolico del sistema disintossicante, antiossidante e antinfiammatorio. La sua funzione come antiossidante è fondamentale nel rigenerare la Vitamina C e la Vitamina E, che sono le prime barriere antiossidanti ed è il principale agente disintossicante del nostro corpo che neutralizza le sostanze tossiche. Il Glutatione deve essere continuamente ricostruito nell’organismo a partire dalla cisteina, la glicina e la glutammina e rappresenta il prodotto finale del processo di solfatazione.

Perché il Glutatione però possa essere prodotto efficientemente deve anche essere particolarmente efficiente il processo di metilazione che è attivato dalle Vitamine B6, B12 e Acido Folico. L’interruzione di anche uno solo di questi processi porta ad un accumulo di sostanze tossiche, all’aumento di radicali liberi e ad una maggiore infiammazione. Pensate che esistono circa 76.000 studi riguardo l’importanza del Glutatione nei metabolismi cellulari, ma nonostante ciò pochissimi medici si preoccupano di mantenere alto il livello di questa molecola nel nostro corpo che purtroppo grazie ad alimentazione impoverita, stress, inquinamento, farmaci, infezioni,  radiazioni, gli additivi, invecchiamento, tende ad esaurire la capacità di produrre Glutatione a sufficienza per mantenere un buono stato di salute.

BIBLIOGRAFIA

  • MIRACLE DETOX SECRETS – Tony O’Donnell C.N.C 2008
  • THE OFFICIAL ANTI-AGING REVOLUTION: Ronald Klatz – Robert Goldman Basic Healt 2007
  • ULTRAMIND SOLUTION – Mark Himan 2008
  • XIAO D,et AL – ALLYL ISOTHIOCYANATE. A COSTITUENT OF CRUCIFERUS VEGETABLES, INHIBITS PROLIFERATION OF HUMAN PROSTATE CANCER – Carlinogenesis 2003
  • SANI FINO A 100 ANNI: LA POPOLAZIONE PIU’ LONGEVA DEL PIANETA – Nadia e Giacomo Bo – www.ricerchedivita.it – Rox 2010

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