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EDITORIALE – Sportman gen/feb 2006

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Sportman & Fitness – gen/feb 2006

Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di fare,
incominciala.
L’audacia ha in sé il genio,
potere e magia.
Incominciala adesso.
Goethe

Nell’ultimo numero il  mio editoriale era stato un commiato nei confronti dei nostri lettori. Il signor Franco Fassi, per ragioni personali dovute a scelte di vita e di destinazione dei suoi rami di azienda (Fassi Sport-Nadia Fassi) non si sentiva più di sostenere l’impegno dell’edizione della rivista Sportman. A questo punto l’unico panorama possibile era quello della chiusura di Sportman & Fitness, una rivista che da 31 anni era presente nelle edicole e che era stata l’ambasciatrice del grande boom del bodybuilding negli anni 80. Ricordo ancora quando nel 1975, percorrendo la strada di casa, notai nell’edicola vicina una foto che colpì la mia attenzione: si trattava di un uomo a torso nudo con una forma fisica straordinaria. Non so quanto tempo rimasi a guardare quella foto, credo molto e so che alla fine decisi che volevo diventare così. Quell’uomo era Frank Zane in una posa di tricipiti di lato e la rivista era Sportman.

Quando, giorni fa, il sig. Fassi mi disse: “Massimo, ho deciso di non andare più avanti con la rivista e di passare il testimone; non ho intenzione di venderla perché è un pezzo del mio cuore  e non  posso cederla a persone che, probabilmente, la snaturerebbero. L’unico che può portare avanti questo progetto editoriale, ovviamente con le necessarie modernizzazioni, sei tu, perciò  ti propongo di prendere in gestione la rivista e diventarne “il nuovo editore”.

Se da un lato questa proposta mi inorgoglì dall’altro sapevo che era un impegno enorme che avrebbe distolto energia dal mio vero lavoro e fonte di sostentamento (che è quello di medico libero professionista) e, a conti fatti, poteva risultare anti-economica.

Sportman & Fitness aveva però condizionato la mia intera vita; se io sono quello che sono (e non mi dispiace esserlo) lo devo a quella copertina di Sportman che fu per me un’illuminazione, ai suoi articoli all’interno che mi diedero le prime basi tecniche e scientifiche per costruire il corpo che volevo, io che allora conoscevo solo le “flessioni”. Quando mi resi conto che il destino di Sportman era nelle mie mani non potevo fare altro che adoperarmi il più possibile per assicurare la sopravvivenza della rivista. Da qui la ricerca frenetica di un sostegno sia economico che morale; le mie motivazioni si basavano prevalentemente su valenze emozionali: avevo bisogno di persone che si sentissero coinvolte come me.

Ebbene in questa ricerca ho avuto bellissimi riscontri ed altrettante raggelanti delusioni ma, alla fine, ha prevalso la passione che è per me la vera essenza di una vita al di sopra dell’appiattimento. Si è creato così un team di collaboratori entusiasti e fiduciosi, oltre gli inserzionisti che hanno aderito che hanno dato ascolto al loro “cuore” ed hanno avuto fiducia nel progetto .

L’obiettivo è quello di rinnovare e migliorare  Sportman & Fitness sotto vari aspetti rendendolo più attuale e coniugando le esigenze del bodybuilding con quelle del fitness, umanizzando l’atleta di bodybuilding per renderlo così un reale modello di riferimento per i praticanti del fitness, così come un pilota di Formula Uno può rappresentare un modello per chi è appassionato di macchine sportive.

Di conseguenza, a questo punto, il traguardo è diventato molto più ambizioso della semplice sopravvivenza della rivista: creare un prodotto che possa anche penetrare presso un pubblico più vasto e dando al tempo stesso maggiore credibilità al nostro settore.

Questo primo numero per motivi di tempo non rispecchierà totalmente i nuovi propositi ma opereremo con costanza per raggiungere l’obiettivo numero dopo numero. In tal senso vorrei sottolineare la disponibilità del Sig. Franco Fassi nel continuare ad affiancarci con importanti contributi dal mondo IFBB e dai contatti sviluppati in questi lunghi anni di pubblicazioni.

A conclusione voglio ribadire questo concetto:  la rivitalizzazione di Sportman & Fitness è un’opera che ritengo dovuta per il rispetto che ho verso questo settore. Operare in tal senso comporterà sicuramente un sacrificio che difficilmente, per ora, potrà essere appagato dal punto di vista economico ma che rappresenta l’opportunità per la realizzazione di un ideale.

Grazie ancora ai collaboratori e agli inserzionisti che sono presenti in questo primo numero; sono quelli che hanno avuto fede e, come me, non volevano che Sportman & Fitness ed un pezzo di storia del body building morisse!

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