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Emicrania e depressione consumano il cervello

Emicrania e depressione consumano il cervello

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Neurology 2013;80:2138–2144 Dn 23 maggio

Chi soffre di emicrania e depressione ha il cervello più piccolo delle persone con una sola o nessuna delle due condizioni. Questo, almeno, è quanto emerge dallo studio Ages-Reykjavik, appena pubblicato su Neurology. «Emicrania e depressione spesso convivono, e gli emicranici hanno il doppio del rischio di depressione rispetto alle persone senza mal di testa» spiegaLarus Gudmundsson, geriatra all’Istituto nazionale dell’invecchiamento della capitale islandese e primo autore dell’articolo, sottolineando che il rapporto tra emicrania e depressione è bidirezionale, cioè l’una aumenta il rischio dell’altra e viceversa. «Detto questo, diversi studi hanno segnalato una riduzione del volume di alcune strutture cerebrali negli emicranici, e allo stesso modo altri studi hanno suggerito che i pazienti con depressione hanno un ridotto volume delle strutture limbiche e corticali» aggiunge il ricercatore.  Tuttavia gli studi finora svolti sull’argomento contavano per lo più piccole casistiche di pazienti, e l’obiettivo di Ages-Reykjavik è stato quello di verificare i possibili legami tra emicrania, depressione e volume cerebrale su un’ampia coorte. «I 4.296 partecipanti sono stati valutati per la presenza di emicrania tra il 1967 e il 1991, quando avevano un’età media di 51 anni, e nel periodo 2002-2006 (età media 76) è stata verificata la presenza di depressione maggiore ed è stata eseguita una risonanza magnetica dell’encefalo, da cui è stato estrapolato il volume cerebrale. «Rispetto al gruppo di controllo senza mal di testa e depressione, la massa cerebrale era ridotta di circa 19,2 millilitri negli emicranici depressi, ma non in quelli con una o l’altra delle due condizioni» puntualizza Gudmundsson, osservando che i partecipanti sono stati sottoposti a risonanza magnetica solo una volta, quindi è impossibile sapere se emicrania e depressione abbiano provocato atrofia cerebrale nel lungo periodo. «Si può ipotizzare che alcuni dei fattori che portano a un effetto congiunto sul volume del cervello siano il dolore, l’infiammazione dell’encefalo, la genetica e una combinazione di fattori sociali ed economici» dice il geriatra, e conclude: «Il nostro studio suggerisce che le persone con entrambe le condizioni patologiche possano rappresentare un fenotipo a sé, con differente prognosi a lungo termine e necessità di diverse strategie di trattamento».

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