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GRUPPI SANGUIGNI- 1a parte –

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LA DIETA E’ SOLO QUESTIONE DI SANGUE

“L’alimentazione su misura” è il titolo di un libro di Peter J. D’Adamo, un medico naturopata americano. Secondo D’Adamo, che ha portato a conclusione gli studi del padre James, semplicemente esaminando il gruppo sanguigno di ogni individuo si possono ‘leggere’ le predisposizioni verso certe malattie e conseguentemente scegliere il giusto piano alimentare e la corretta attività fisica. Chi di voi mi segue avrà ormai capito che io non credo nella validità di una dieta “standard” per tutti bensì in un approccio personalizzato che tenga conto delle individualità biochimiche. Abbiamo quindi parlato delle intolleranze alimentari, del mineralogramma, dei biotipi costituzionali ginoide, androide, ipolipolitico e iperlipogenetico, dei profili metabolici dell’ipoossidatore e dell’iperossidatore. Per ultimo (per il momento) voglio parlarvi di un altro modo di personalizzare il vostro piano alimentare: attraverso la conoscenza del vostro gruppo sanguigno. Recentemente è stato pubblicato dalla Sperling & Kupfer Editori un interessante libro dal titolo “L’alimentazione su misura” di Peter J. D’Adamo. L’autore, un naturopata americano, porta a conoscenza le sue esperienze che sono il frutto del lavoro iniziato dal padre e sostiene la validità del gruppo sanguigno come specchio delle peculiarità biochimiche dell’organismo e quindi come primo segnalatore di predisposizioni verso certe malattie e nella scelta di un piano alimentare o di attività fisica. Consiglio vivamente di leggere questo libro che è estremamente suggestivo e dà senz’altro delle indicazioni molto interessanti che forse vale la pena di sperimentare. L’introduzione inizia con un’affermazione di James D’Adamo, il padre dell’autore, che ho il piacere di riportare perché la ritengo in sintonia con quanto ho detto finora. “Sono fermamente convinto che non esistano sulla faccia della terra due persone identiche; nessuno che abbia le stesse impronte digitali, labiali o vocali. E neppure due fili d’erba o due fiocchi di neve uguali. Visto che tutti gli individui sono diversi l’uno dall’altro, non ritengo logico che essi debbano nutrirsi allo stesso modo. Poiché ciascuno di noi “abita” un corpo dotato di punti di forza e debolezza differenti e di diversi fabbisogni nutrizionali, per conservare la salute e per combattere le malattie è indispensabile tener conto di queste peculiarità” (James D’Adamo). Guardando indietro a come il genere umano si è evoluto sono emersi dati interessanti per i nutrizionisti. L’aspetto più interessante è come i 4 gruppi sanguigni si siano evoluti e come ciò abbia corrisposto ad un differente tipo di metabolismo. Il pensiero comune di questi ricercatori è che gli uomini sottoposti ai più grandi cambiamenti ambientali abbiano modificato il loro metabolismo per avere più possibilità di sopravvivere a queste modificazioni ambientali, e che questo sia avvenuto tramite mutazioni genetiche che hanno portato alla differenziazione dei gruppi sanguigni.

LA GENESI DEI 4 GRUPPI SANGUIGNI

IL GRUPPO “O” è il più antico e corrisponde alla civiltà dell’uomo di Cro-Magnon, l’uomo cacciatore raccoglitore. Circa 40.000 anni fa questi nomadi iniziarono a cacciare in gruppi organizzati e la disponibilità di carne favorì il proliferare di questi nostri progenitori, ma poi gli uomini, proprio per salvaguardare i propri territori di caccia, cominciarono ad uccidersi tra loro e ad emigrare alla ricerca di nuovi territori di caccia. Le popolazioni cominciarono ad emigrare dall’Africa verso l’Europa e l’Asia e verso il 20.000 a.C. quasi tutto il pianeta era stato raggiunto. IL GRUPPO “A” si pensa fece la sua comparsa quando l’uomo divenne dedito all’agricoltura e all’allevamento, circa 15.000 anni fa, in qualche zona dell’Asia o del Medio Oriente. La coltivazione dei cereali e la disponibilità del bestiame diedero un forte impulso all’evoluzione ed il nuovo stile di vita e alimentazione favorì la capacità di tollerare e assorbire le sostanze nutritive contenute nei cereali e negli altri prodotti dell’agricoltura. Questo cambiamento genetico fu un vantaggio per questa popolazione che altrimenti non sarebbe sopravvissuta alla selezione naturale e al giorno d’oggi non ne esisterebbero i discendenti. Questa mutazione favoriva la sopravvivenza in società densamente popolate e non a caso i soggetti di tipo “A” hanno maggiori probabilità di sopravvivenza ad epidemie terribili come quelle che più facilmente avvengono in queste comunità più affollate. IL GRUPPO “B” fece la sua comparsa al 10.000 a.C. nelle zone montagnose dell’Himalaya che oggi fanno parte del Pakistan e dell’India; probabilmente la mutazione fu dovuta alla necessità di adattarsi al passaggio del clima tropicale della savana africana a quello freddo e rigido delle catene montuose Himalayane. Con la successiva espansione delle popolazioni nomadi nelle pianure dell’Eurasia il gruppo “B” si diffuse maggiormente. Queste popolazioni nomadi si diressero verso nord portando con sé una cultura fondata soprattutto sulla pastorizia, come dimostra la loro dieta basata sul consumo di carne e prodotti caseari. I pastori nomadi si differenziarono in due grossi gruppi: uno stanziale, dedito prevalentemente all’agricoltura, prese dimora nel sud-est asiatico; l’altro nomade e bellicoso conquistò i territori posti a settentrione e a occidente. IL GRUPPO “AB” è il più raro e il più recente gruppo sanguigno. Si è sviluppato dalla mescolanza del sangue di tipo “A” con quello di tipo “B” e dovrebbe essere comparso circa 1.000 anni fa quando le orde barbariche riuscirono ad avere la meglio sull’ormai  decadente Impero Romano ed il sangue dei vincitori cominciò a mescolarsi con il sangue dei vinti. Considerata  questa rassegna storica dell’evoluzione dei vari gruppi sanguigni emerge chiaramente il collegamento tra il gruppo sanguigno e stile di vita con l’alimentazione prevalentemente seguita; da ciò è facile dedurre che anche al giorno d’oggi un individuo che abbia un determinato gruppo sanguigno avrà un metabolismo tipico che gli permetterà di tollerare meglio una determinata alimentazione. Ciò sarà argomento della 2a parte.

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