Home ABSTRACT I segreti e i pericoli dei grassi idrogenati
I segreti e i pericoli dei grassi idrogenati

I segreti e i pericoli dei grassi idrogenati

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Il loro nome, negli ultimi tempi, richiama alla mente problemi per la salute e non si tratta di situazioni legate al semplice introito di elevate quantità di lipidi, peraltro sempre da evitare, ma proprio alla struttura chimica di queste molecole. I grassi idrogenati, in effetti, debbono essere guardati con una certa attenzione sul fronte della salute. Il motivo? Nel corso del processo che porta all’idrogenazione, che peraltro risulta molto utile nella produzione di alimenti perché permette di rendere solidi grassi che invece sarebbero liquidi e quindi di prolungare la durata dell’alimento, si verifica una trasformazione dei lipidi. Il processo industriale porta infatti alla formazione di legami “trans”: i grassi trans, si sa, sono da tempo considerati non propriamente indicati per il benessere dei vasi, visto che alzano i livelli di colesterolo nel sangue. Sul fronte propriamente biochimico, poi, i grassi trans rappresentano una sorta di barriera anche all’azione positiva sull’organismo che altri acidi grassi, come ad esempio gli Omega-3 e gli Omega-6, possono avere. Infatti gli acidi grassi idrogenati in forma trans hanno la capacità di competere per andare a formare la struttura delle membrane cellulari con gli altri composti lipidici che normalmente entrano in gioco nella sua composizione, creando quindi una situazione particolare che porta, in ultima analisi, anche a “limitare” i vantaggi legati al consumo di alimenti ricchi in acidi grassi polinsaturi. In termini generali, quindi è sempre importante ricordare come i grassi alimentari non siano tutti uguali. Se i trans sono assolutamente nocivi per l’organismo, i grassi saturi debbono sempre essere assunti con grande attenzione: il quantitativo calorico di origine lipidica dovrebbe invece venire dagli acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, che presentano specifiche attività benefiche per l’organismo umano.

Famiglia Cristiana del 28 novembre, pagina 115

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