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Il miglior modo per perdere peso? Quello rapido

Il miglior modo per perdere peso? Quello rapido

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Una nuova ricerca appena pubblicata sul prestigioso The Lancet Diabetes & Endocrinologysmentisce la convinzione diffusa che per perdere peso, e mantenere nel lungo termine quello acquisito, la perdita lenta e costante è migliore di quella rapida.

Lo studio, coordinato da Joseph Proietto (Sir Edward Dunlop Professor of Medicine all’Università di Melbourne e Direttore del Weight Control Clinic di Austin Health in Australia), si è focalizzato sul confronto di due approcci dietetici per perdere peso. Proietto e colleghi hanno voluto esaminare se perdere peso a un ritmo iniziale lento – come raccomandato dalle attuali linee guida in tutto il mondo – fosse la soluzione per ottenere una maggiore riduzione del peso; riguadagnare il meno peso possibile nel lungo termine o, meglio ancora, non riprenderlo del tutto e mantenere quello acquisito. Tutto questo in confronto con una dieta che invece preveda una perdita di peso rapida.

Per questa ricerca sono stati reclutati 200 adulti obesi (BMI 30-45kg/m²) che sono stati assegnati in modo casuale a seguire o un programma di perdita di peso rapida (RWL) della durata di 12 settimane, e con una dieta a bassissimo contenuto calorico (450-800 kcal/giorno) o un programma di perdita di peso graduale (GWL) di 36 settimane. Il programma GWL prevedeva un ridotto apporto energetico per i partecipanti di circa 500 kcal/die, in accordo con le attuali linee guida dietetiche per la perdita di peso. Dopo di che, i partecipanti che hanno perso più del 12,5% del loro peso corporeo sono stati poi sottoposti per 3 anni a una dieta standard di mantenimento del peso.

I risultati dello studio hanno evidenziato come i partecipanti che avevano perso peso più rapidamente avessero anche più probabilità di raggiungere l’obiettivo di perdita di peso prefissato. Nello specifico: l’81% dei partecipanti al gruppo RWL ha perso ≥12.5% del loro peso corporeo contro appena il 50% nel gruppo GWL. Il team di ricercatori ha poi scoperto che il tasso iniziale di perdita di peso non ha influenzato la quantità o il tasso di riacquisto del peso nei pazienti.
Altro fatto degno di nota è che dopo i tre anni del successivo periodo di mantenimento del peso, dia gli appartenenti al gruppo RWL che al GWL hanno riacquistato simili quantità di peso. Il riacquisto del peso era di circa il 71% in entrambi i gruppi dopo 3 anni.

«In tutto il mondo, le linee guida raccomandano la perdita di peso graduale per il trattamento dell’obesità, che riflette la convinzione diffusa che la rapida perdita di peso faccia altrettanto più rapidamente recuperare [il peso perduto] – spiega la dott.ssa Katrina Purcell, dietista presso l’Università di Melbourne e primo autore – Tuttavia, i nostri risultati mostrano che il raggiungimento di un obiettivo di perdita di peso del 12,5% è più probabile, e il drop-out è inferiore, se la perdita di peso è rapida».

Secondo gli autori, una serie di possibili spiegazioni per questi risultati possono includere la limitazione dell’assunzione di carboidrati, il bassissimo contenuto calorico che potrebbero promuovere un maggior senso di sazietà, e dunque una minore assunzione di cibo. Perdere peso velocemente può anche motivare i partecipanti a persistere con la dieta e ottenere risultati migliori.I risultati dello studio, secondo gli esperti, mostrano che le linee guida e le diete standardizzate non sempre sono adatte a tutti; che ogni persona è un caso a sé e che, pertanto, medici e nutrizionisti dovrebbero tenerlo presente.

La Stampa 16/10/2014

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