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INTOLLERANZE

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California Sport & Fitness – ottobre 2005

Domanda

Da diversi anni lamento molto spesso stanchezza, svogliatezza, disturbi digestivi vari con senso di pesantezza dopo mangiato. Il più delle volte mi viene anche mal di testa e occhi gonfi. In questi periodi il mio rendimento negli allenamenti è molto ridotto, sia in termini di forza che di crescita muscolare; la notte inoltre dormo male. Ho sempre creduto che fossero sintomi di superallenamento, ma in realtà noto che i miei malesseri tendono ad accentuarsi piuttosto che calare, nei periodi in cui mi alleno molto più leggermente. Anche se capisco che per lettera è difficile orientarsi, cosa può dirmi a riguardo?

Luigi

Risposta

I sintomi da te lamentati, più che ad un sovrallenamento (cui somigliano molto in effetti) sembrano dovuti ad un disturbo di altra natura, cioè un’allergia alimentare o ancora più facilmente ad una intolleranza alimentare. Devi sapere che molto spesso si è allergici ad una o più sostanze comunemente presenti nella dieta (spesso uova. Crostacei, alcuna frutta, graminacee) o ad additivi vari che, in genere a nostra insaputa, sono presenti nella maggior parte dei cibi. In tali casi l’assunzione degli alimenti proibiti causa disturbi del genere riferito da te: l’associazione cefalea-maldigestione-edema al viso è invero molto suggestiva di un’allergia. Il fatto che l’aumentato allenamento attenui in qualche modo i sintomi è probabilmente dovuto ad una transitoria iperproduzione degli ormoni da stress (cortisolo), che tra i vari effetti sono anche anti-allergici. Disgraziatamente è molto difficile individuare in quale cibo/i sia presente l’antigene cui si è allergici; l’unico modo, fino a poco tempo fa, consisteva nella dieta di “esclusione”, in cui occorre seguire almeno 20 tipi di regime alimentare, ciascuno per 3-4 giorni, in cui volta per volta si escludono i cibi, per poi reintrodurli gradualmente. Il tutto è naturalmente estremamente complicato e di difficile realizzazione pratica, al punto che gli stessi specialisti immunologi si dichiarano spesso impotenti a scoprire la causa in gioco.

L’intolleranza alimentare si deve distinguere dall’allergia vera e propria che consiste nella reazione del sistema immunitario agli allergeni (pollini, acari, ecc.) mediante l’intervento di immunoglobuline e che scatenano  nell’organismo una risposta immediata. L’intolleranza alimentare, invece, sembra legata, oltre che a problemi di permeabilità selettiva dell’intestino ai cibi introdotti, anche alle cellule del sistema immunitario, soprattutto linfociti B e T, deputate alla produzione di IgA. Tale condizione di intolleranza di solito non dà origine a reazioni immediate dopo l’introduzione dell’alimento incriminato, ma è più occulta ed insidiosa perché la reazione può manifestarsi anche dopo diversi giorni provocando vari disturbi e malesseri.

Questi disturbi possono essere molto vari:

  • cefalea, disturbi del tono dell’umore
  • infezioni da Candida (p.es. vaginiti recidivanti)
  • disturbi respiratori (riniti ed asma bronchiale)
  • eruzioni cutanee (orticaria, eczema, pruriti, ecc.)
  • disturbi gastroenterici (colite, stitichezza, cattiva digestione)
  • alterazione del metabolismo (incremento ponderale fino all’obesità o eccessiva   magrezza)
  • affaticabilità e sindrome tensione-stanchezza.

Studi recenti hanno evidenziato una netta correlazione tra forme reumatiche, ipertricosi, alterazione del ciclo mestruale ed intolleranza al sale.

Un altro riscontro molto frequente si riferisce alla correlazione tra intolleranza al sale e presenza di cellulite: un trattamento dietologico adeguato ha consentito in numerosi casi di ottenere la scomparsa del fenomeno.

Le intolleranze alimentari si diffondono sempre di più nella nostra società perché il sistema immunitario è continuamente stimolato dal numero crescente di sostanze alimentari di sintesi con cui l’organismo deve venire a contatto: coloranti, dolcificanti, stabilizzanti ed in genere gli additivi utilizzati nelle industrie alimentari.

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