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IPEROSSIDATORE E IPOSSIDATORE

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Ho già parlato in altri articoli della dieta 40-30-30, cioè di una dieta basata sul 40% di carboidrati, 30% di proteine e 30% di grassi. Questa dieta è stata presentata come la dieta ideale ed in effetti ritengo che generalizzando sia il miglior punto di partenza. Però, come sempre ho sostenuto, in realtà ritengo non esista la dieta ideale per tutti ma che invece esista il concetto di “individualità biochimica”. Come ho già a suo tempo scritto, finché si tratta di parlare di impronte digitali, timbro di voce, cromosomi e così via, anche il profano non ha dubbi sul fatto che ognuno abbia una propria individualità, ma quando dobbiamo toccare l’argomento fisiologia, medicina, patologia e ancor peggio terapia, è molto più facile riferirsi al concetto gaussiano di “media” molto caro alle ditte farmaceutiche ed ai medici un po’ pigri. Se due individui della stessa età, altezza e peso con le stesse abitudini e più o meno lo stesso tipo di lavoro hanno però dei biotipi costituzionali differenti, non si può credere che possa andar loro altrettanto bene la stessa terapia nutrizionale. Il futuro della medicina sta nella personalizzazione dell’intervento dietetico e degli integratori in grado di riequilibrare l’organismo. Molte delle persone che tendono ad aumentare di peso facilmente possono essere classificate secondo differenti biotipi, p.es. androide o ginoide, ipoossidatore o iperossidatore, ipolipolitico o iperlipogenetico e così via. Ho già precedentemente esaminato  queste varie morfologie, vediamo ora come si possono relazionare rispetto al concetto della dieta 40-30-30.

Cominciamo a parlare dei due differenti tipi metabolici: l’ ipossidatore e l’ iperossidatore .

Gli ossidatori veloci hanno la tendenza a sudare maggiormente e ad avere pelle e capelli grassi a causa della stimolazione delle ghiandole sudorifere e sebacee. Tendono ad avere una temperatura elevata ed una scarsa sensibilità al freddo. In termini di personalità gli ossidatori veloci sono più espressivi, hanno inoltre una maggiore tendenza a diventare aggressivi come se fossero in uno stato perenne di competizione. L’ iperossidatore ha un metabolismo troppo veloce ed è quindi necessario inserire nella sua dieta sostanze a lenta combustione in modo da bilanciare l’eccessiva velocità con cui il suo organismo brucia l’energia prodotta dagli alimenti. Ridurre perciò i carboidrati a favore dei grassi e delle proteine è sicuramente il metodo migliore per mantenere livelli di energia più costanti. Per l’iperossidatore bisogna mantenere una quota adeguata di proteine perché gli alti livelli di cortisolo favoriscono il catabolismo, cioè la distruzione delle proteine. In altre parole, l’organismo divora i propri tessuti per poter provvedere all’energia necessaria. L’ipermetabolizzatore necessita perciò anche di alimenti ricchi di purine: organi (fegato,rene), maiale, sardine, salmone, tonno, ecc… Utile per l’iperossidatore è che la dieta sia ricca di grassi in quanto essi diventano importanti perché sono a lenta combustione e rallentano la neoglucogenesi, che è quel processo biochimico con il quale, in carenza di energia, l’iperossidatore tenderebbe ad autocannibalizzare la propria muscolatura per formare glucosio per scopi energetici immediati. I latticini sono particolarmente indicati perché sono ricchi di calcio che è carente normalmente negli iperossidatori ed ha la capacità di rallentare la funzionalità tiroidea, riducendo così la velocità del metabolismo. E’ importante quindi ridurre al minimo l’assunzione dei carboidrati poiché l’iperossidatore li metabolizza troppo velocemente causando così un aumento della glicemia e stressando ancor di più tiroide e surrenali. E’ assolutamente necessario eliminare soprattutto i carboidrati semplici ad elevato indice glicemico, cioè quelli che aumentano di molto il  livello di glucosio nel sangue, in particolare dolci, bibite zuccherate, ecc. Anche i cereali integrali però devono essere limitati perché contengono acido fitico dal quale deriva la fitina che è la sostanza che impedisce l’utilizzo del calcio e del magnesio (che sono già carenti nell’iperossidatore) a livello tissutale. Quindi riepilogando possiamo dire che l’iperossidatore è facilmente anche un ipercorticosurrenalico, ovverosia produce alte quantità di ormoni della corteccia surrenalica, soprattutto cortisolo che ha l’effetto di innalzare la glicemia. Insomma se siete un persona nervosa, stressata, che tende facilmente a sudare e ad avere la pressione più alta con accumulo di grasso soprattutto a livello addominale, cioè la tipica costituzione androide, troverete senz’altro dei benefici in salute e dimagrimento diminuendo soprattutto i carboidrati ed aumentando invece le proteine (carne, formaggi, uova) ed i grassi, in particolar modo quelli insaturi che diminuiscono la produzione di insulina (olii vegetali, olii e grassi dei pesci marini). In realtà l’iperossidatore, proprio perché brucia alla svelta, è portato ad assumere ed a nutrirsi di zuccheri raffinati e semplici perché apportano energia immediata, ma questo scatena quel circolo vizioso di iperglicemia e ipoglicemia che non corrisponde ad un buon livello energetico costante e alla lunga porta l’organismo ad esaurirsi.

L’ ipossidatore è molto facile che abbia problemi di sovrappeso e ciò deriva dalla scarsa capacità di ossidazione degli alimenti. Specie se donna è facile che sia presente il problema della cellulite. In caso di ipofunzione tiroidea l’accumulo di grassi tenderà a prodursi principalmente nei fianchi, glutei e cosce, risparmiando gli arti superiori, il viso e il collo. La cute sarà facilmente secca e rugosa. L’ipoossidatore lamenterà facilmente mani e piedi freddi con una bassa temperatura corporea in generale. L’ipoossidatore solitamente gestisce le situazioni di stress allontanandole da sé. Apatia e introversione caratterizzano la risposta allo stress dell’ipoossidatore. Ha la tendenza a vivere nel passato e di ricordi. Spesso si sente depresso perché non è in grado di rivivere ancora quegli avvenimenti. Più il processo di ossidazione rallenta, più questi problemi peggiorano portando l’individuo a introversione, timidezza, stanchezza e apatia totale. L’ipoossidazione normalmente presenta un metabolismo rallentato, cioè non è in grado di ossidare efficacemente i cibi che consuma allo scopo di produrre energia in quantità adeguata. Come risultato l’ipoossidazione provoca cali energetici e anemia. Spesso questo comporta un aumento dell’appetito poiché per ottenere gli stessi livelli di energia occorre un quantitativo di cibo maggiore. L’ipoossidatore spesso sente un desiderio smodato di carboidrati raffinati, perché queste sostanze sono fonte di immediata energia. Questo desiderio è un indicatore specifico della necessità di un individuo di ottenere energia. La maggior parte degli ipoossidatori generalmente presenta un’avversione per la carne rossa in quanto la digestione dei cibi proteici è resa difficile dalla carenza di acido cloridrico ed enzimi pancreatici. Tutti i latticini ed i prodotti caseari vanno aboliti per un certo periodo anche per il loro livello di calcio molto elevato. I carboidrati migliori sono quelli a basso indice glicemico, cioè frutta fresca, verdura, cereali integrali; tra le verdure è meglio evitare le brasicacee (cavolo, cavolfiore, verza, broccoli) perché contengono sostanze inibitrici della tiroide.

TEST PER GLI IPOSSIDATORI

  1. La gente ti considera misurato e sempre calmo?
  2. Quando mangi carne rossa ti senti “pesante”?
  3. Preferisci affrontare i problemi uno alla volta piuttosto che tutti insieme?
  4. Puoi saltare la colazione senza sentirti affamato o avere cali di energia?
  5. I dolci hanno l’effetto di “tirarti su”?
  6. Preferisci  un pasto leggero (un’insalata o un piatto di pasta) o uno pesante (carne rossa o cibi grassi ed elaborati)?
  7. Sei spesso assetato?
  8. Cibi  come il burro, i formaggi e l’avocado ti fanno sentire più pigro?
  9. Hai  bisogno di un caffé ogni mattina?
  10. Gradisci le spezie nei cibi e nei condimenti come mostarda, salse?

TEST PER GLI IPEROSSIDATORI

  1. La gente ti considera nervoso o iperattivo?
  2. Ti  senti meglio dopo aver mangiato carne rossa piuttosto che pollo?
  3. Ti piace una sostanziosa colazione (uova, prosciutto, formaggio)?
  4. Sotto stress cerchi degli “snacks” salati come noccioline o patatine?
  5. I  formaggi, i salumi e l’avocado ti danno senso di soddisfazione?
  6. Se fai un pasto completo ogni 3-4 ore ti senti meglio?
  7. Quando mangi cibi dolci avverti subito una carica di energia e poi un calo?
  8. Hai  un buon appetito?
  9. Dopo aver bevuto caffè ti senti nervoso ed ansioso?
  10. Mettere il burro o il formaggio nel toast ti dà più soddisfazione che non metterlo?

Se hai risposto “SI” ad almeno 8 domande in uno dei due quiz rientri nella tipica categoria di ipoossidatore o iperossidatore. Nel caso tu sia un iperossidatore troverai grandi benefici dalla dieta 40-30-30, addirittura  potresti abbassare ulteriormente la quota di carboidrati e alzare i grassi fino ad arrivare alle percentuali 33% – 33% – 33%, cioè ad una dieta isometrica, ma è bene non scendere mai coi carboidrati al di sotto del 20% altrimenti potremmo entrare in chetosi con perdita di massa muscolare e acidificazione dell’organismo. Nel caso tu sia un ipoossidatore è meglio abbassare la percentuale dei grassi e alzare quella dei carboidrati e delle proteine. Queste ultime devono però sempre essere considerate soprattutto in relazione al peso corporeo, perciò avendo l’ipoossidatore un metabolismo basso il livello calorico della dieta potrebbe essere abbastanza basso facendo così aumentare la percentuale calorica delle proteine (p.es. : se una persona di 75 kg. segue una dieta di 1.500 kcal., assumendo 2 gr. di proteine per kg. corporeo, arriverebbe ad un totale di 600 kcal. sotto forma di proteine che corrispondono al 40% della dieta). Direi quindi che per un ipoossidatore i carboidrati possono arrivare al 50%, le proteine tra il 30 e il 40% ed i grassi dovrebbero essere confinati tra il 10 ed il 20%.  Se non hai problemi di sovrappeso e non rientri in queste due categorie, probabilmente vuol dire che stai seguendo un piano alimentare adeguato al tuo biotipo, ma  comunque potresti trovare dei benefici provando la dieta 40-30-30.

 

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