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LA DIETA A ZONA E’ IPERLIPIDICA?

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Sportman & Fitness – giugno 1999

Domanda

Egregio Dott. Spattini, complimenti per i suoi articoli sull’alimentazione. Ritengo veramente che sia il maggior esperto in questo campo per quanto riguarda l’applicazione dell’alimentazione ed integrazione alimentare nel Fitness. Ho letto recentemente il libro “The Zone Diet” del Dott. Barry Sears e ne sono rimasto affascinato. Lei cosa ne pensa in proposito di una dieta così ricca di grassi?

Risposta

Grazie dei complimenti, ma la realtà è che non esistono molti esperti qualificati in questo settore che possono vantare anche un’esperienza vissuta personalmente e questo senz’altro restringe il campo e mi facilita.

Già più di un anno fa ho recensito il libro del Dott. Sears sulle pagine di “California Sport & Fitness” ed esattamente nel numero di ottobre ’97, ma penso che torneremo su questo argomento prossimamente anche su Sportman.

La “Zone Diet” ovvero la dieta 40/30/30 (40% di carboidrati, 30% di proteine, 30% di grassi, in termini calorici) rappresenta una  novità in termini di consigli sulla buona nutrizione perché alza il livello delle proteine rispetto ai carboidrati. In effetti nella classica dieta raccomandata dall’OMS le proteine sono circa la metà (55% di carboidrati, 15% di proteine, 30% di grassi). Non voglio perdere qui tempo nell’elencare i benefici di una maggiore quantità di proteine in quanto noi cultori del Fitness già ne siamo consapevoli, ma vorrei spendere solo due parole per spiegare questo 30% di grassi che per molti di noi può sembrare un’esagerazione, essendo ancora legati a concetti di dieta “senza grassi” che comportano comunque una percentuale di circa il 5-10% di grassi nascosti.

Il concetto dal quale parte il Dott. Sears è che in realtà “c’è bisogno dei grassi per bruciare i grassi”, suona ironico ma c’è del vero. Non dobbiamo pensare in termini calorici ma in termini ormonali. Innanzitutto i grassi non hanno effetto sull’insulina e quindi non causeranno uno stimolo alla lipogenesi tramite la stimolazione dell’insulina. Inoltre i grassi rallentano l’ingresso dei carboidrati nel torrente circolatorio, diminuendone l’indice glicemico e la conseguente produzione di insulina. Più l’insulina è bassa  più è facile usare i grassi di riserva a scopo energetico, cioè è più facile attivare la lipolisi, che è inibita appunto dall’insulina.

Ma l’effetto dei grassi nell’alimentazione non termina qui: essi causano il rilascio dallo stomaco di un ormone chiamato colecistochinina (CCK), che agisce come inibitore dello stimolo della fame, cioè ci segnala che dobbiamo smettere di mangiare. In sostanza quando tu togli completamente i grassi dalla tua dieta e li sostituisci coi carboidrati, tu alteri il segnale ormonale che ti ferma dal consumare troppe calorie e stimoli l’accumulo di grasso di deposito aumentando i livelli di insulina. I cibi “fat-free” sembrano essere responsabili del “paradosso americano”: cioè gli americani consumano sempre più cibi con carboidrati raffinati senza grassi e diventano sempre più grassi!

La “Zone Diet” non è una dieta ricca di grassi ma una raccomandazione di apportare abbastanza grassi alla dieta per ridurre la secrezione di insulina ritenuta responsabile oltre che dell’obesità, di numerose altre patologie. A mio parere merita molta attenzione soprattutto nel caso di sport di potenza come il bodybuilding; è da verificare nel caso di sport di resistenza (ciclismo ecc…). In America alcune aziende hanno immesso nel mercato vari prodotti formulati con differenti percentuali di nutrienti a seconda dello sport praticato. In Italia la Ultimate Italia ha recentemente prodotto le barrette 40-30-30 utili per uno “snack” normo-glicemizzante.

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