Home ABSTRACT L’anoressia non si declina solamente al femminile
L’anoressia non si declina solamente al femminile

L’anoressia non si declina solamente al femminile

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Per molto tempo, parlando di anoressia e più in generale di disturbi del comportamento alimentare, si è pensato quasi esclusivamente al gentil sesso. Ma oggi la situazione pare cambiata, e sarebbero sempre di più i maschi che in età adolescenziale e addirittura prima cominciano a mostrare i segni di queste alterazioni. La conferma viene dagli esperti dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, che addirittura concentrano l’attenzione sui piccoli in età di scuola elementare. “Il sesso femminile rimane prevalente, ma cominciano ad esserci anche molti ragazzini. Sono il 10 per cento di questa popolazione – è il commento di Stefano Vicari, responsabile dell’Unità operativa di Neuropsichiatria infantile del nosocomio pediatrico”. Le caratteristiche dell’anoressia coniugata al maschile appaiono comunque diverse rispetto a quella delle ragazze, pur se per entrambi i sessi l’ossessione per il corpo la fa da padrona. In particolare, i ragazzi puntano ad ottenere muscoli senza un filo di grasso e non disdegnano i farmaci o le altre sostanze che possono avere l’effetto di far passare la sensazione di fame, dando al contempo una fallace percezione di euforia. Se in termini di riconoscimento dei segnali d’allarme l’identikit pare quindi segnato, con atteggiamenti abbastanza definiti, si punta sulla ricerca per individuare nuove strade che si affianchino sul fronte terapeutico alle classiche armi psicologiche e psichiatriche. Si lavora ad esempio sul ruolo dell’ossitocina, come dimostra una ricerca condotta a Londra appena pubblicata su Psychoneuroendocrinology”.

Il Messaggero del 19 marzo, pagina 19

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