Home ABSTRACT L’ipoglicemia nel paziente in terapia con antidiabetici orali
L’ipoglicemia nel paziente in terapia con antidiabetici orali

L’ipoglicemia nel paziente in terapia con antidiabetici orali

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Un calo improvviso della glicemia può risultare estremamente temibile per chi soffre di diabete ed è in trattamento farmacologico. L’evento non è particolarmente raro, se si pensa che sono circa 15.000 gli episodi accertati di ipoglicemia che conducono al ricovero ospedaliero, cui si debbono aggiungere altri fenomeni che spesso non vengono percepiti o danno solo sintomi modesti. Per spiegare questi rischi ai pazienti è stato realizzato un cortometraggio, recentemente presentato a Milano. Importante, in chiave preventiva, è però ricordare come occorra sempre riflettere sui rischi di iperglicemia correlati all’impiego dei diversi farmaci potenzialmente utilizzabili nel trattamento del diabete di tipo 2. Come ricorda Agostino Consoli, Ordinario di Endocrinologia presso l’Università di Chieti, l’obiettivo del controllo glicemico deve rappresentare il goal principale dell’approccio terapeutico, ma tuttavia bisogna ricordare come farmaci di classi diverse possano determinare effetti diversi sotto l’aspetto degli eventi ipoglicemici. “Da un lato ci sono i farmaci ipoglicemizzanti, come l’insulina e le sulfaniluree, che possono abbassare la glicemia fino eventualmente a determinare uno stato di ipoglicemia, dall’altro lato ci sono i farmaci che pur continuando ad essere definiti “ipoglicemizzanti” non determinano un ipoglicemia, tra i quali metformina, pioglitazone, gli agonisti del GLP-1, oppure gli inibitori dell’enzima DPP-4″ – spiega Consoli. L’importante, in tutti i casi, è ricordare che occorre sempre tenere presente questi possibili eventi quando si sviluppa una terapia e non solo per i rischi che il paziente può correre. Non va mai dimenticato che le ipoglicemie severe costano al sistema sanitario circa 48 milioni di euro.

Unione Sarda dell’11 febbraio, pagina 30

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