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L’IPOMISTO

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OLYMPIAN’S – novembre/dicembre 2013

Gli aspetti somatici tipici del soggetto ipomisto sono dovuti soprattutto alla  scarsa produzione di GH ma anche di TSH-ACTH-LH che limitano   la produzione di ormoni tiroidei, cortisolo e ormoni sessuali. L’individuo ipomisto presenta quindi un viso angelico, il torace piccolo, le spalle cadenti. Proprio perché la distribuzione del grasso non è dovuta a squilibri degli ormoni sessuali che orientano la sua distribuzione nella parte bassa o alta del corpo,  il grasso è omogeneamente distribuito e l’eventuale cellulite localizzata soprattutto in corrispondenza delle ginocchia (cosa che conferma la  mancanza di GH).

L’ipomisto dovrebbe quindi evitare tutti quegli alimenti, quali latticini e carboidrati,  che rallentano la funzionalità ipofisaria ostacolando la produzione di GH ed aumentando la produzione di prolattina la quale inibisce GH e ormoni sessuali.

COSTITUZIONE: fisico “da bambino” con ossatura piccola, muscolatura poco sviluppata  e testa che sembra sproporzionata rispetto al resto del corpo

LOCALIZZAZIONE DEL GRASSO: deposita grasso sottocutaneo dappertutto in maniera omogenea ma può presentare particolare accumulo a livello delle ginocchia

CIBI PREFERITI: latticini e dolci

LIVELLO ENERGETICO: freddoloso, è una persona mattiniera con calo di energia alla sera

PERSONALITA’: cerebrale e intelligente, tende ad essere riservato

GHIANDOLA DOMINANTE: l’ipofisi

SESSO: più frequente nel sesso maschile, è comunque il morfotipo più raro, presente circa in un 5% della popolazione caucasica.

Per poter migliorare la situazione metabolico-ormonale e favorire la perdita di grasso,  per questi soggetti è necessario seguire una dieta che faccia recuperare  la tiroide parzialmente esaurita da un’alimentazione ricca di carboidrati e privilegiare le proteine, quelle buone cioè carne, pesce, uova e non latticini, in grado di  stimolare la produzione di GH e potenziare la funzione surrenalica ed avere così un’accelerazione metabolica. Quindi, la dieta del Biotipo ipomisto ipopituitario dovrà eliminare gli zuccheri, la farina bianca, tutti i cibi raffinati e i prodotti caseari. Gli unici carboidrati ammessi con  moderazione saranno quelli integrali e la frutta. In abbondanza, invece, le verdure fresche. Questo approccio renderà il metabolismo più alto e favorirà la perdita del grasso superfluo. Se si seguiranno queste semplici raccomandazioni basterà mangiare quando si ha fame e smettere quando ci si sente pieni e si perderà anche il grasso più ostinato. Ovviamente questo approccio è quello d’attacco iniziale, successivamente, quando si avrà raggiunto il peso desiderato, potranno essere inseriti con moderazione i latticini e aumentata la frutta. Finché non si è raggiunto il peso ideale è opportuno limitare i latticini perché riducono la secrezione di GH (forse perché aumenta l’IGF1 che abbassa, con un meccanismo di feedback negativo,  il GH) e aumentano la prolattina che, a sua volta, inibisce l’LH abbassando gli ormoni sessuali. L’alimentazione prevalentemente proteica, in questo caso, aiuterà l’ipofisi (la ghiandola pituitaria) a ritrovare il suo equilibrio e stimolerà anche le rallentate ghiandole surrenali e gonadi. Le proteine stimolano la produzione di ACTH e, di conseguenza, di cortisolo; l’eliminazione dei latticini riduce la produzione di prolattina e quindi favorisce la produzione degli ormoni sessuali testosterone ed estrogeni.

Potrebbe spaventare questa alimentazione iperproteica perché spesso le proteine sono accusate di danneggiare i reni e il fegato. In realtà gli studi che dimostrano ciò sono per  lo più sui ratti e la fisiologia umana non è la stessa di un ratto. Lo studio di Kevin D. Tripton  conclude che non ci sono evidenze scientifiche che un grande quantitativo di proteine sia pericoloso. Teoricamente potrebbe esserlo ma solo in persone con un precario stato di salute . Ricercatori che hanno recentemente condotto una rivisitazione della letteratura scientifica hanno cosi concluso: “non ci sono significative evidenze per un effetto negativo di un alto apporto proteico sulla funzione renale nei soggetti sani”. Inoltre uno studio che ha esaminato dei bodybuilders con un apporto di 2,8 grammi di proteine per kg di peso corporeo paragonati ad atleti ben allenati con un moderato apporto proteico non ha rilevato significativa differenza nella funzionalità renale tra i due gruppi. (REFERENCES) Differente può essere il discorso della dieta chetogenica, che non deve necessariamente essere una dieta iperproteica ma se mai iperlipidica, o della dieta esclusivamente proteica. In effetti i vari studi hanno dimostrato che una dieta chetogenica può condurre alla resistenza insulinica favorendo di conseguenza la steatosi epatica. La dieta esclusivamente proteica può addirittura causare la RABBIT STARVATION o MORBO DEL CARIBÙ’, una forma di malnutrizione dovuta ad un eccessivo consumo di carne magra (coniglio, caribù) che può anche essere mortale se abbinata ad altri stressor quali freddo e disidratazione e che può essere risolvibile solo col consumo di grassi e carboidrati.

LA DIETA PER L’IPOMISTO

L’ipomisto, essendo un individuo ipopituitario (cioè con deficit ipofisario) ed essendo l’ipofisi più attiva al mattino quando secerne l’ACTH, il TSH e LH mentre di notte cala il GH, si troverà bene ad alzarsi presto, quando i suoi livelli energetici sono ottimali e consumerà volentieri una colazione abbondante e ricca di proteine. Quindi:

Colazione: abbondante, iperproteica, con prodotti animali come prosciutto, salmone, aringa, bresaola.

Pranzo: equilibrato. Assumendo carboidrati, proteine e grassi in parti uguali.

Cena: moderata. Prevalentemente proteine e grassi  e verdure. Pochissimi carboidrati per stimolare la produzione di GH.

Le percentuali ideali della dieta: 30% carboidrati, 40% proteine, 30% grassi.

Ovviamente questa dieta finalizzata al dimagrimento è per forza ipocalorica e quindi percentualmente ancora più iperproteica. Qualora l’obiettivo dell’ipomisto, una volta dimagrito, fosse quello di aumentare la massa muscolare allora dovrà aumentare le calorie sotto forma di carboidrati. L’aumento del 30% delle calorie totali sotto forma di carboidrati, necessario per la fase di massa, porterà  la dieta alle seguenti percentuali: 45% di carboidrati, 30% di proteine e 25% di grassi. I carboidrati andranno distribuiti soprattutto tra la colazione e il pranzo.

L’ALLENAMENTO PER L’IPOMISTO

L’individuo ipomisto è fondamentalmente un “cerebrale”, non è ben disposto all’attività fisica perciò occorre lavorare per aumentare in lui la connessione corpo-mente. Questa mancata connessione spesso porta gli ipomisti verso sport di lunga durata non per le loro particolari doti di resistenza ma perché non avvertono la stanchezza. Questo però non è affatto un bene in quanto, ignorando i segnali che il corpo invia alla mente, spingono fino all’esaurimento provocando formazione di radicali liberi e stati infiammatori con conseguente accumulo di ritenzione idrica e grasso.

ALLENAMENTO PER LA FORZA

Per questo morfotipo l’allenamento con i pesi è il più importante e serve soprattutto per aumentare la muscolatura della parte superiore e rende la figura più armonica. Esso dovrà essere eseguito tre volte alla settimana  e prevedere esercizi di coordinazione che richiedano un controllo mentale del movimento come slanci, strappi e girate nonché esercizi di isolamento muscolare da eseguire lentamente ed in modo controllato.

ALLENAMENTO AEROBICO

L’allenamento cardiovascolare dovrà essere eseguito al 65-70% della FC-max tre quattro volte alla settimana. Evitare allenamenti monotoni come quelli a frequenza costante su cyclette o tapis roulant, meglio orientarsi su circuit training e allenamenti a velocità variabili alternandoli a macchinari vari. Anche attività aerobiche quali ballo, danza o arti marziali possono rivelarsi utili per aumentare la connessione corpo-mente così come lo yoga o il Tai Chi. L’individuo ipomisto è normalmente naturalmente flessibile.

L’orario migliore di allenamento per l’ipomisto è il mattino in quanto il suo metabolismo è maggiormente attivo infatti, essendo l’ipofisi, ghiandola dominante di questo biotipo, ha la sua prevalente attività durante il giorno. E’ particolarmente indicato l’allenamento cardiovascolare a intervalli (es. 60 sec di sprint seguiti da 120 di camminata ripetuta per cinque volte) da praticare a stomaco vuoto per stimolare il GH.

INTEGRAZIONE

  • Arginina: aminoacido stimolatore della produzione di GH, entra a far parte della molecola della creatina e precursore dell’ossido nitrico.
  • Fieno greco: dotato di spiccata proprietà anaboliche stimolanti il GH.
  • Vitamina D: fondamentale per stimolare il testosterone e il tono  muscolare.
  • Cromo: per limitare il carbo-craving cioè la fame compulsiva verso i dolci.
  • Glutammina: aminoacido stimolatore della produzione di GH e precursore del neurotrasmettitore acido glutammico utile per evitare l’affaticamento mentale.
  • Triptofano: per favorire un sonno più fisiologico e quindi un miglior recupero ed una maggior produzione di GH.
  • Ginseng: pianta adattogena in grado di stimolare l’ipofisi e le surrenali.
  • Tribulus terrestris:  favorisce la produzione di testosterone stimolando la produzione di LH (ormone stimolante la produzione di testosterone a livello ipofisario).
  • Fenilalanina: aminoacido precursore della tiroxina e dei neurotrasmettitori noradrenalina e dopamina.
  • Mucuma puriens: particolarmente ricca di dopamina che stimola la produzione di testosterone e inibisce la prolattina.
  • Melatonina: prodotta dall’ipofisi funge da direttore d’orchestra per sincronizzare la produzione degli ormoni da parte dell’ipofisi, riduce l’iperprolattinemia.
  • Eleuterococco: stimola la produzione di ACTH (ormone ipofisario stimolante la produzione di cortisolo a livello surrenalico) e di LH.

STRATEGIA ANTI-STRESS – strategia psicologica

  • Tecniche di rilassamento respiratorio, meditazione, massaggi, buona nutrizione. Per questo biotipo occorre:
  • Organizzare un programma giornaliero
  • Mangiare pasti a orari regolari
  • Prendersi pause giornaliere di serena inattività
  • Esercizi di respirazione quotidiani per 5-20 minuti
  • Trascorrere del tempo all’aperto
  • Trovare un medico in grado di ascoltare e di stabilire un rapporto confidenziale al quale poter esprimere i propri disagi con fiducia

 

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