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LO SAPEVATE? LA CAFFEINA BRUCIA I GRASSI

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California Sport & Fitness – lug/ago 1998

L’estate è ormai iniziata, siamo quasi pronti per mostrare in spiaggia tutto il lavoro che abbiamo fatto durante l’inverno e la primavera. Eppure c’è ancora quel dettaglio, quel filo di grasso che copre i nostri muscoli, e noi non vogliamo rovinare ore e ore passate in palestra a sudare per quel poco di grasso che copre ancora quei punti dolenti.

Se abbiamo seguito una dieta bilanciata, integrata con cromo, BCAA, etc., ed abbiamo svolto esercizio fisico regolare, dovremmo essere già a buon punto. Indipendentemente dallo stato in cui ci troviamo, potrebbe essere necessaria quella marcia in più che consentirebbe di far emergere quell’Apollo che è nascosto da uno strato più o meno abbondante di grasso.

Nel campo dell’integrazione alimentare esiste un’ultima classe più specifica, più efficace, più risolutiva nella riduzione del grasso corporeo.

Fanno parte di questa classe di integratori: il Chitosano, la Caffeina, il Guaranà, il CLA e la Yohimbina. Qualora il problema fosse realmente grave (obesità), possono essere prese in considerazione alternative farmacologiche il cui livello di pericolosità impone tuttavia una stretta sorveglianza medica.

Stiamo parlando di farmaci come l’Efedrina, l’Aspirina, il Clenbuterolo, le Resine a scambio ionico, le Statine, etc.

Di questa ultima classe di composti faremo solo un rapido accenno ad Efedrina ed Aspirina: torno a ripetere infatti che queste strategie nella lotta ai grassi devono essere impiegate solo qualora ne esista l’effettiva necessità e comunque deve essere il medico a stabilirne l’uso.

Prendiamo ora in considerazione il Chitosano: dopo anni di ricerca un gruppo di studiosi italiani e giapponesi ha scoperto il meccanismo d’azione di una molecola di origine marina, naturale, il chitosano, derivato deacilato della chitina.

Esso deriva infatti dallo scheletro dei crostacei. Sono stati effettuati degli studi prima su animali ed in seguito su umani, mantenuti per un determinato periodo di tempo a dieta ricca di grassi, ed in tutti i casi è stato osservato un aumento dell’emissione di grassi con le feci.

Il chitosano si è inoltre dimostrato molto efficace se associato ad una dieta ipocalorica, molto più di quanto non facesse una dieta ipocalorica da sola.

L’integratore si assume in compresse, quindi per via orale, e una volta ingerito e solubilizzato nel succo gastrico, esprime sulla sua struttura una serie di cariche positive che riescono a legarsi con quelle negative dei grassi. Poiché esso non viene assorbito dall’intestino, i grassi vengono eliminati, indigeriti, con le feci.

Per ottimizzare il ruolo del chitosano, questo dovrebbe essere assunto con abbondante acqua prima dei pasti principali. La molecola che analizzeremo ora non è nuova a nessuno: la caffeina.

La caffeina è il principio attivo del caffè, del , del guaranà e di molti altri composti che venivano utilizzati già centinaia di anni fa da popolazioni, come quelle amazzoni, per prepararsi alle battaglie, per curare mal di testa, etc…La caffeina ha effetti positivi su prestazioni atletiche di resistenza e sessuali; per quanto riguarda gli sport di potenza i risultati sono ancora controversi.

La caffeina è un composto che consente di eliminare il grasso corporeo in modo diverso rispetto al chitosano. Essa, una volta introdotta, viene assorbita dall’intestino e va ad agire sia sul sistema nervoso che sull’apparato cardiovascolare e sul tessuto adiposo.

A livello nervoso va ad agire su una zona dell’ipotalamo che regola la temperatura corporea e, facendo aumentare modicamente tale temperatura, soprattutto sotto sforzo, fa bruciare più grassi.

Essa agisce su una ghiandola endocrina, detta surrene, sia direttamente che attraverso l’azione del sistema nervoso centrale, là libera delle sostanze, catecolamine, che oltre ad incrementare le prestazioni fisiche, aumentano la disponibilità dei grassi, come combustibile. Per godere dei vantaggi offerti dalla caffeina, essa dovrebbe essere assunta sottoforma di una tazza di caffè o di un integratore in capsule (200mg) un’ora prima dell’esercizio fisico; l’individuo non deve inoltre bere caffè al di fuori di quello specificamente rivolto all’esercizio fisico.

Esiste tuttavia una grossa differenza tra caffeina e chitosano, infatti la caffeina è dotata di attività farmacologica non indifferente, che può causare effetti collaterali come tremori, tachicardia, insonnia, ansia e molti altri.

Il soggetto che intende intraprendere un’integrazione di caffeina dovrebbe consultare il proprio medico, sincerarsi di non essere affetto da ulcera peptica, né avere malattie dell’apparato cardiovascolare.

Il guaranà è un arbusto che cresce ai tropici (Brasile ed Uruguay), le cui foglie sono costituite da 5 foglie lanceolate con fiori di colore verdastro: il frutto è una piccola capsula rossa in cui si trova un seme a forma di mandorla. Questo composto è usato da molto tempo dagli Indios che ne vantano numerose proprietà terapeutiche.

Nel corso della giornata le popolazioni indios erano solite bere succo di guaranà, ottenuto dalla frantumazione con sassi del frutto stesso, al fine di ridurre l’affaticamento.

Le loro discendenze sono ancor oggi particolarmente longeve. Attualmente la popolazione a cui si deve il nome del composto, i Guarani, preparano un infuso ottenuto mediante grattugiamento del guaranà. Oggi il guaranà è disponibile in commercio in forma di compresse, gomme da masticare e bibite. L’efficacia del guaranà è tuttavia ottenuta dalla molecola che abbiamo appena analizzato, la caffeina, che è contenuta in concentrazioni variabili a seconda del processo di raffinazione del frutto.

Generalmente tale concentrazione è del 4%, va assunto al mattino e prima dell’allenamento, per una dose di 3-4gr/die (160mg di caffeina). Non è pertanto corretto sostenere che il guaranà non possieda effetti collaterali.

La sigla CLA indica una classe di grassi detti acidi linoleici coniugati. Essi non sono una scoperta recente, erano infatti già stati identificati dai nutrizionisti, ma più come curiosità alimentare.

Quasi tutti i tessuti animali ne contengono, ma le funzioni svolte dagli stessi non erano note. Fu nel 1987 che furono riconosciute le qualità anticancro di questi grassi. Le fonti con più concentrazione di CLA in natura sono le carni rosse e ne sono stati identificati otto isomeri.

Il muscolo inizia a sfruttarli dopo circa 10 giorni dalla prima assunzione e l’effetto si conclude una settimana dopo la sospensione. Sono stati condotti numerosi esperimenti che misero in mostra le proprietà lipolitiche del CLA: topi, polli e ratti furono sottoposti ad una dieta con il 5% di olio di grano più lo 0,5% di CLA e paragonati ad un gruppo di cavie con solo il 5% di olio di grano senza il CLA.

La sorpresa fu che i topi ridussero il grasso corporeo del 57%, i ratti del 23% ed i polli del 22%.

In un secondo tempo fu notato che i topi che mangiavano carne di manzo, ricca di CLA, avevano una marcata diminuzione del grasso corporeo.

I CLA riducono il colesterolo plasmatico e diminuiscono il rischio di ammalarsi di aterosclerosi. I CLA sono attualmente disponibili come integratore alimentare in capsule e vanno assunti in maniera frazionata durante la giornata, per una quantità di 3-4gr/die, per un adulto del peso di 75Kg circa.

Facciamo ora un breve accenno ai due farmaci citati in precedenza: Efedrina e Aspirina.

In uno studio pubblicato su INTERNATIONAL JOURNAL OF OBESITY, i ricercatori hanno scoperto che l’efedrina favorisce la perdita di grasso negli obesi. In un altro studio è stato analizzato il cocktail caffeina (150mg) + efedrina (30mg) + aspirina (330mg) in doppio controllo per 26 mesi, evidenziando una marcata riduzione del grasso corporeo: l’uso è stato relativamente ben tollerato, la pressione arteriosa non è aumentata, la glicemia nemmeno, si sono invece registrati tremori distali e stipsi.

Tuttavia su JOURNAL OF NEUROLOGY sono stati riportati casi di ictus da abuso di efedrina.

L’efficacia reale del cocktail sta nella triplice azione: aumento della temperatura corporea, sintesi delle catecolamine e blocco della sintesi delle prostaglandine.

Tradotto in termini semplici ciò significa che le tre molecole tolgono il grasso dal tessuto adiposo e consentono al muscolo di utilizzarlo come fonte energetica. Il numero degli effetti collaterali a cui  espone l’abuso di efedrina ha fatto si che tale composto non possa essere assunto liberamente in Italia.

Tra le erbe conosciute, tuttavia, esistono delle varianti che hanno dei principi attivi simili al suddetto MIX, come il già citato guaranà. Queste erbe inducono la riduzione del grasso corporeo, stimolando il sistema nervoso adrenergico. Tuttavia sia che si usi caffeina – efedrina – aspirina, che guaranà, dopo un po’ il nostro organismo tende ad adattarsi mediante un processo detto “down-regulation”: praticamente ci si assuefa e per ottenere la precedente risposta dobbiamo aumentare le dosi del composto.

Questo processo avviene perché  il sistema adrenergico agisce su particolari strutture dette “recettori”. Quando uno stimolo è eccessivo e prolungato, il nostro organismo smette di produrre recettori. Tali recettori adrenergici si dividono in due classi: alfa e beta.

I beta provocano una dilatazione dei vasi della pelle e del muscolo e sono lipolitici, cioè bruciano i grassi. Gli alfa sono vasocostrittori e bloccano la lipolisi.

La Yohimbina (principio attivo dello Yohimbee) è un’alfa-antagonista, cioè blocca i recettori alfa, per cui rende una maggior quota di catecolamine disponibili a legare i recettori beta, che sono responsabili della lipolisi.

A questo punto entra in gioco il meccanismo della “up-regulation”, cioè l’organismo cerca di produrre più recettori alfa, ma se assumiamo contemporaneamente un composto che provochi “down-regulation” generica dei recettori adrenergici, come il guaranà, avremmo sempre in proporzione più recettori beta disponibili rispetto agli alfa bloccati dalla Yohimbina, che così attuerà indirettamente la sua funzione vasodilatatrice e lipolitica, favorendo l’afflusso di sangue in quelle zone che hanno appunto qualche problema di circolazione e grasso di deposito localizzato (vedi fianchi e cosce della donna).

Ma questo effetto vasodilatatore della Yohimbina non è alla base del suo uso, forse ancora più conosciuto per la cura dell’impotenza? Ma questa è un’altra storia. Viagra permettendo!

 

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