Home ABSTRACT L’organismo a digiuno sceglie i cibi calorici
L’organismo a digiuno sceglie i cibi calorici

L’organismo a digiuno sceglie i cibi calorici

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Jama Internal Medicine 2013;173(8):1-2 Dn 8 maggio  Il digiuno ingrassa: quando fanno la spesa i clienti affamati non comprano cibo, ma più calorie. Ecco il titolo, piuttosto esplicativo, di una lettera pubblicata su Jama internal medicine da Brian Wansink e Aner Tal, ricercatori della Cornell university di Ithaca, stato di New York. «Il digiuno, intenzionale o meno, è un fenomeno comune» esordisce Wansink. «Può essere auto imposto, come nelle diete estreme o nei digiuni religiosi. Può essere ordinato dal medico, per esempio prima di un’operazione. In casi estremi, può essere del tutto involontario, come nelle calamità naturali, o in condizioni di povertà». La privazione di cibo modifica la quantità di alimenti acquistati o consumati, ma influenza anche le scelte alimentari? In altre parole: la gente che mangia di meno fa una normale spesa al supermercato o preferisce gli acquisti calorici a quelli con meno calorie? «La domanda può sembrare assurda, ma esistono fondati motivi per porsela» osserva il ricercatore della Cornell. «E’ stato dimostrato che il digiuno aumenta la reattività del cervello a certi cibi rispetto ad altri. In particolare, i digiunanti cui venivano mostrati alimenti calorici mostravano una maggiore attivazione delle aree cerebrali associate al concetto di premio: lo striato ventrale, l’amigdala, l’insula anteriore, quella mediale e la corteccia frontale e laterale. Ne consegue che se la privazione di cibo aumenta l’attrazione per agli alimenti calorici, può anche darsi che chi digiuna, magari solo per brevi periodi, li preferisca nei suoi acquisti alimentari. E questo coinvolgerebbe una gran massa di persone che, per gli orari di lavoro serrati, saltano spesso un pasto. Per chiarire l’argomento Wansink e il collega hanno imposto brevi digiuni a 68 persone, volontari pagati, chiedendo poi di fare acquisti in un supermercato virtuale. I due ricercatori hanno anche monitorato gli acquisti di altri 82 partecipanti in momenti della giornata in cui era probabile fossero sazi oppure affamati. E, sorpresa, in entrambi i bracci dello studio i partecipanti compravano più alimenti calorici quando avevano fame. «Anche una breve privazione alimentare può influenzare le scelte alimentari aumentando l’introito calorico, e data la quantità di persone che digiuna a breve termine, questo ha importanti implicazioni per la salute» concludono i ricercatori.

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