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L’ORMONE DELLA CRESCITA

L’ORMONE DELLA CRESCITA

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L’ORMONE DELLA CRESCITA

Parliamo ora di un ormone sempre più in uso , soprattutto negli USA, nella terapia anti-aging, e cioè l’ormone della crescita umano (hGH, o semplicemente GH). Della sua struttura chimica ci interesserà sapere essenzialmente che è una proteina (cioè una catena di aminoacidi). Questo ci fa capire che non ha niente a che vedere con gli steroidi. Il GH è secreto dalle cellule dette “acidofile delta” della ipofisi anteriore (ghiandoletta posta subito sotto il cervello e che regola la secrezione di altre ghiandole quali tiroide, surrene e testicoli). Diamo ora un’occhiata, al fine di una migliore comprensione della utilità teorica e delle indicazioni all’uso del GH nell’anti-aging, ai principi fisiologici che regolano la produzione dell’ormone stesso e alle sue azioni, cioè a cosa fa nell’organismo.

Regolazione della secrezione

Numerosissimi sono in realtà gli stimoli che, da varie parti dell’organismo, “convincono” l’ipofisi a rilasciare in circolo il prezioso ormone. Ne ricordiamo alcuni di tipo “fisiologico”, cioè assolutamente naturali:

  1. il sonno: l’ormone è prodotto ciclicamente nelle ore notturne, soprattutto nelle prime ore del sonno;
  2. esercizio fisico: esercizi moderatamente intensi o massimali producono aumenti del GH nel sangue, invero in maniera molto variabile negli individui, e spesso l’aumento non avviene per niente;
  3. ingestione di cibi ricchi di proteine: un apporto dietetico generoso di proteine stimola la produzione di GH;
  4. calore intenso ambientale. Tra le situazioni “parafisiologiche” in cui c’è pure vivace produzione di GH, ricordiamo:
  5. stress, di ogni tipo, anche emozionale;
  6. basso apporto calorico, specie carboidrati, fino al digiuno.

A questo proposito ricordiamo come molti dei fattori sopraccitati possano “sommarsi” dando una più intensa produzione di ormone: è stato provato da studi scientifici rigorosi che l’esercizio fisico in condizioni di caldo umido provoca aumenti di GH maggiori dello stesso esercizio eseguito in ambiente ventilato; lo stesso se l’esercizio è fatto di mattina a digiuno. Ci sono poi condizioni di tipo artificiale, cioè non verificabili in natura, in cui l’ipofisi produce più GH: sono tutti quegli stimoli farmacologici spesso usati come test per valutarne la capacità secretoria in bambini bassi sospetti di nanismo GH-privo, detto appunto “ipofisario”. Tra questi l’ipoglicemia indotta da insulina, i betabloccanti, il glucagone, la vasopressina, la clonidina. In particolare poi viene utilizzato un derivato aminoacidico, la Levodopa. Per quanto riguarda gli aminoacidi singoli, è noto che praticamente tutti stimolano la secrezione di GH, sia dati per via endovenosa che, in misura inferiore, dati per bocca.

Azione nell’organismo

  1. L’ormone della crescita stimola l’accrescimento in lunghezza delle ossa lunghe, da cui una maggior statura da adulto. Questo effetto però è impossibile dopo che (sotto l’azione del testosterone endogeno nel maschio e degli androgeni nella donna) le cartilagini di accrescimento si sono chiuse: ciò avviene a 15-18 anni.
  2. Stimolo dell’accrescimento delle cellule cartilaginee delle articolazioni e aumento dello sviluppo delle ossa piatte. Questi effetti ossei permangono invece anche nell’adulto.
  3. Effetto anabolico in senso lato (ritenzione di azoto). L’azione del GH a questo proposito è evidentissima (soprattutto nei soggetti che hanno bassi livelli). La somministrazione di ormone provoca calo degli aminoacidi del sangue e riduzione dell’azotemia (segno che le proteine della dieta sono utilizzate in maggior percentuale a scopo anabolico e non sono eliminate come di norma). E’ da notare che l’aumento dell’anabolismo causato dal GH avviene in parte in sinergismo (cioè in collaborazione) con l’insulina, la cui produzione viene a sua volta stimolata da dosi fisiologiche di GH. La ritenzione di azoto è piuttosto generale cioè, a differenza degli ormoni anabolizzanti steroidi, interessa un po’ tutto: muscoli, cartilagine, organi interni, ossa, pelle, vasi sanguigni, cuore, etc.. In particolare il GH provoca, a differenza degli steroidi, ipertrofia dei connettivi muscolari (guaine, tendini), rinforzandoli e proteggendoli da lesioni. Sembra che poi, a livello di accrescimento osseo (vedi sopra) e muscolare, l’ormone agisca di conserva con il testosterone (endogeno, naturalmente). Questo per spiegare come mai normalmente i ragazzi sono più alti e naturalmente più muscolosi delle ragazze: dato che le donne hanno livelli di insulina simili e livelli di GH addirittura più alti dei maschi, si deduce che testosterone e GH probabilmente collaborano al maggior sviluppo corporeo nel sesso maschile.
  4. Parallelamente, il GH esercita anche azione anticatabolica, cioè si oppone alla distruzione delle proteine corporee in caso di stress metabolici (esercizi fisici, restrizione calorica, digiuno). Questo probabilmente giustifica in senso finalistico l’aumentata produzione di GH tipica di queste situazioni (vedi sopra): madre natura provvede cioè a limitare i danni.
  5. Effetto calorigeno: non molto nota ma nettissima, questa azione (che dà luogo ad aumento della temperatura corporea e, soprattutto, del metabolismo e della produzione di calore) sembra agire indipendentemente dall’ormone tiroideo.
  6. Marcato effetto lipolitico: il GH cioè tende a far utilizzare i depositi di grasso. Per questo motivo ha anche un’azione risparmiatrice di glicogeno (cioè a digiuno o in caso di dieta severa contribuisce a bruciare prevalentemente le calorie del tessuto adiposo, conservando più a lungo le preziose, e limitate, scorte del “carburante nobile” dei muscoli). Uomini privi di GH, infatti, tendono sia all’ipoglicemia (perché consumano più zuccheri) che all’obesità (perché consumano meno grassi). Da notare anche qui che probabilmente il GH agisce di conserva con gli estrogeni: le donne cioè tendono mediamente ad essere più grasse dei maschi, e in caso di dieta sono più soggette appunto ad ipoglicemia e perdono meno grasso, cioè insomma sopportano meno diete drastiche, pur avendo GH in abbondanza.
  7. Infine puntualizzando che il GH, pur agendo in molti casi di conserva con gli androgeni, NON E’ un ormone steroideo, come la sua struttura chimica evidenzia.

GH e ANTI-AGING.

La produzione del GH dopo i 20 anni cala del 14% ogni decennio cosicché la produzione del GH all’età di 60 anni è ridotta alla metà. Se a 20 anni il GH prodotto giornalmente aumenta a 500mg e a 40 anni si trova a 200mg di conseguenza in un anziano di 80 anni si avranno dei livelli di ormone di circa 25mg. Gli individui con deficit di GH legato all’età diventano più facilmente sovrappeso, flaccidi, fragili e letargici, hanno problemi di sonno, di concentrazione, di memoria, di interesse sessuale e si stancano facilmente. Con le terapie anti-aging a base di GH questi sintomi regrediscono. Il GH può allungare la vita proteggendo dalle malattie cardiovascolari. Bengtsson et al hanno condotto uno studio su 333 pazienti affetti da ipopituitarismo (l’ipofisi non è più in grado di generare gli ormoni necessari) che sono stati sottoposti a terapia sostitutiva ormonale comprendente cortisolo, ormoni tiroidei e ormoni sessuali. L’unico ormone non reintrodotto era il GH. Lo studio è durato 30 anni durante i quali la mortalità dei soggetti è stata il doppio delle aspettative di vita media della popolazione normale e la causa prevalente di morte è stata quella cardiovascolare. Il Gh protegge contro le malattie cardiovascolari in varie maniere. Riduce il grasso viscerale addominale che è legato alla resistenza insulinica e al rischio cardiovascolare. Il GH è un ormone contro insulare cioè è un ormone iperglicemizzante. Nelle prime settimane di somministrazione del GH c’è un peggioramento della sensibilità insulinica con tendenza all’iperglicemia, ma dopo alcuni mesi di cura, a dosaggi fisiologici, i valori di sensibilità insulinica non solo tornano ai livelli precedenti ma addirittura migliorano grazie all’effetto del GH sulla composizione corporea. In studi su soggetti adulti carenti di GH la somministrazione dell’ormone della crescita ha migliorato il livello lipidico aumentando il colesterolo “buono” (HDL) e diminuendo il colesterolo “cattivo” (LDL). Inoltre il GH si è dimostrato particolarmente efficace nel ripristinare la capacità contrattile del muscolo cardiaco migliorando la frazione di eiezione sistolica in pazienti con scompenso cardiaco. Il GH migliora la composizione corporea. Una delle più importanti pietre miliari della storia della medicina anti-aging è stata la ricerca prodotta dal NEW ENGLAND JUOURNAL OF FUNCTIONAL MEDICINE il 5 luglio del 1990, con la quale RUDMA et al. documentavano il primo studio clinico sull’utilizzo del GH in uomini anziani. Mettendo a confronto 12 uomini tra i 61 e 81 anni in terapia sostitutiva con GH biosintetico con un gruppo analogo per sei mesi, i ricercatori hanno riscontrato un aumento medio dell’8,8% di massa magra e una perdita del 14% di massa grassa (senza dieta o esercizio fisico), un miglioramento dell’elasticità e del tono della pelle ed un aumento della densità ossea nel gruppo in terapia col GH. In uno studio del 2000 Vender Lely et al. hanno osservato che sei settimane di trattamento con GH hanno significativamente accelerato le velocità di progressione della frattura d’anca accidentale in pazienti anziani. Il GH è in grado di incrementare le funzioni polmonari in pazienti con malattie croniche ostruttive polmonari migliorando il massimo consumo di ossigeno e il volume respiratorio forzato (FEV), cioè la capacità di spingere l’aria fuori dai polmoni in un secondo. Il GH è fondamentale per l’attività cerebrale. Il GH, inoltre, ha una azione sulle cellule del sistema nervoso grazie alla presenza dei recettori per quest’ormone e dell’IGF-1 sulla loro membrana. Molti ricercatori ritengono che il declino nella produzione del GH legato all’invecchiamento possa essere responsabile della perdita di volume del cervello, soprattutto dell’ippocampo. I ricercatori dell’università di Aukland in Nuova Zelanda hanno scoperto che l’IGF-1 è in grado di bloccare l’apoptosi, cioè la morte cellulare, dei neuroni. L’apoptosi si manifesta con maggiore frequenza con l’invecchiamento e soprattutto in concomitanza di malattie generative per il cervello come l’ictus, il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la sclerosi multipla. L’apoptosi dei neuroni causa gravi danni funzionali come la perdita di memoria, di concentrazione, e anche difficoltà motorie. Vari studi hanno dimostrato che come calano i livelli di IGF-1 diminuisce la capacità cognitiva e i livelli di IGF-1 significativamente più bassi sono stati riscontrati in pazienti con perdita di memoria. Il trattamento con il GH attualmente è quella più efficace nel far apparire le persone più giovani. La pelle delle persone anziani tende a diventare più sottile e a perdere la sua consistenza, il GH ne aumenta lo spessore e scaturisce un effetto tipo “lifting”. Nello studia di RUDMAN sopracitato, lo spessore della pelle è aumentato del 17% ad una autovalutazione il 66% hanno riportato un miglioramento della consistenza ed elasticità cutanea e un 38% ha riportato anche una ricrescita dei capelli. Dopo poche settimane di trattamento le rughe più profonde si attenuano,il grasso nel viso e le borse adipose sotto gli occhi diminuiscono, i muscoli facciali si tonificano e tengono più adesi la pelle. Il GH esercita questo effetto lifting sulla pelle anche aumentando la sintesi di collagene e dell’elastina che sono alla base della struttura epidermica. Questo miglioramento dell’elasticità della pelle si dimostra con il test del “pizzicotto”, prendendo tra pelle ed indice una plica della pelle sopra il dorso della mano, normalmente il tempo necessario al rispianamento della pelle è circa di 1 secondo ogni decade di età e questo è un metodo per determinare l’età biologica della pelle. In terapie con il GH questo tempo viene diminuito dal 30 al 50%. Siccome i livelli di GH sono abbastanza fluttuanti, si può valutare la sua secrezione, bisogna considerare i valori di IGF-1 che sono più stabili e solo il prodotto dello stimolo del GH a livello epatico. Valori di IGF-1 inferiori a 100µg corrispondono ad una situazione di iposomatostatismo a valori inferiori a 150 indicano una carenza di produzione di GH. La terapia del GH deve essere efficace a portare l’IGF1 in quel range tipico di 30 – 40 anni che, per la maggior parte delle persone, corrisponde tra i 250µg -350µg.

Dosaggi anti-aging.

Il dosaggio terapeutico è in relazione al peso corporeo e la dose media settimanale per una terapia anti-aging è approssimativamente compresa tra le 2 e le 8 UI alla settimana (1mg equivale a circa 3UI). Molti specialisti in medicina anti-aging dividono la dose giornaliera due somministrazioni: una al mattino e una alla sera prima di coricarsi in maniera da mimare la normale produzione endogena.

Effetti collaterali.

Normalmente nei dosaggi terapeutici sopra indicati non vi sono effetti collaterali ma a dosi sovrafisiologiche o in soggetti particolarmente sensibili con una assunzione prolungata si possono manifestare: edema, la sindrome del tunnel carpale, ginecomastia, resistenza insulinica, aumento della pressione e diminuzione della produzione di ormoni tiroidei. Questi effetti sono reversibili abbassando la dose o sospendendo il trattamento. Per quanto riguarda la possibilità che il GH, essendo un ormone che stimola la proliferazione cellulare, possa favorire, non tanto la genesi, ma la crescita di un tumore già persistente, non ci sono alcune evidenze e non ci sono delle ricerche scientifiche che dimostrano che possa avere un effetto preventivo nella genesi dei tumori grazie alla sua capacità di potenziare il sistema immunitario in maniera specifica i linfociti natural killer che sono in prima linea nella difesa contro le cellule tumorali. A scopo prudenziale comunque, non essendoci ancora risposte definitive, è meglio non somministrare una terapia sostitutiva con GH ad un paziente oncologico.

L’ACCADEMIA DEL FITNESS – Wellness & Anti-aging magazine – luglio 2015

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