Home ABSTRACT L’uso del fruttosio come dolcificante
L’uso del fruttosio come dolcificante

L’uso del fruttosio come dolcificante

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I risultati di studi a breve termine sull’uomo suggeriscono che, rispetto al glucosio, il consumo acuto di fruttosio porta ad una maggiore spesa energetica post-prandiale e ossidazione dei carboidrati con diminuzione  della ossidazione postprandiale dei grassi . L’obiettivo di uno studio recente era di determinare i potenziali effetti di un aumento del consumo di fruttosio rispetto al consumo di glucosio in una dieta isocalorica valutando l’utilizzazione del substrato e il dispendio energetico a seguito del consumo sostenibile e in condizioni di energia bilanciata.
I soggetti coinvolti in questo studio erano maschi e femmine in sovrappeso e obesi di età compresa tra i 40-72 anni, sottoposti al consumo di bevande zuccherate con fruttosio o glucosio in grado di fornire il 25% del fabbisogno energetico per 10 settimane. Il dispendio energetico e l’utilizzo del substrato sono stati valutati utilizzando la calorimetria indiretta.
I risultati dello studio hanno dimostrato che il consumo di fruttosio, ma non di glucosio, ha portato a una significativa diminuzione della  ossidazione netta postprandiale dei grassi e ad un aumento significativo della ossidazione netta  post-prandiale  dei carboidrati. Il dispendio energetico a riposo (REE) è diminuito significativamente rispetto ai valori basali nei soggetti che consumavano fruttosio, ma non in quelli che consumavano glucosio.

Gli scienziati affermano nelle loro conclusioni che un aumento del consumo di fruttosio per 10 settimane porta a notevoli cambiamenti di utilizzazione del substrato postprandiale compresa una significativa riduzione dell’ossidazione netta del grasso. Inoltre, si segnala che il dispendio energetico a riposo  risulta  ridotto rispetto ai valori basali nei soggetti che consumano bevande dolcificate con fruttosio per 10 settimane.
European Journal of Clinical Nutrition (2012)

 

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