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Ormoni in menopausa, a chi servono davvero

Ormoni in menopausa, a chi servono davvero

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Abstract del Dott Massimo Spattini

L’International Menopause Society pubblicato le nuove linee guida sulla terapia ormonale sostitutiva (Tos), il principio di fondo è che gli ormoni sono utili solo alle donne che hanno sintomi e vanno dati al più basso dosaggio e per il minor tempo possibile.

Dieci fa il Women’s Health Initiative pubblicò uno studio sulla Tos con un campione di oltre 16mila americane, fra i 50 e i 79 anni. L’osservazione durò poco più di 5 anni e fu sospesa perché fra le donne si erano verificati molti più casi di malattie cardiovascolari, embolie polmonari e tumore al seno rispetto alla media. I ricercatori conclusero che i rischi degli ormoni superavano i benefici. Ma l’errore fu quello di somministrare dosi molto alte di estrogeni a donne che avevano in media più di 60 anni, quando di solito i sintomi della menopausa sono finiti.

«Non solo: un terzo di quelle donne era ad alto rischio cardiovascolare perché soffriva di ipertensione e oltre il 30% era seriamente obesa – spiega Marco Gambacciani, responsabile del Centro Menopausa al Dipartimento di ostetricia e ginecologia dell’ospedale universitario Santa Chiara di Pisa, fra gli autori delle linee guida dell’International Menopause Society – Dare a queste signore ormoni in dosi adatte a donne di 15 o 20 anni più giovani non poteva che provocare guai, però la bomba è esplosa comunque: la prescrizione di Tos in Italia era arrivata al 12-14% delle donne in menopausa, oggi siamo al 4-5%. E negli Usa l’abbandono in massa della Tos si è accompagnato a un incremento del 70% delle fratture da fragilità ossea».

«Il tumore al seno non deve fare paura – interviene Rossella Nappi, docente della sezione di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’università di Pavia e membro del consiglio direttivo della International Menopause Society – anche perché gli ormoni non lo provocano, semmai favoriscono la crescita di forme ormono-sensibili già presenti che, peraltro, sono quelle da cui si guarisce in quasi il 95% dei casi».

La Tos andrebbe seguita quanto basta per superare il periodo critico sintomatico, poi è opportuno valutare caso per caso i possibili benefici e gli svantaggi, considerando i fattori di rischio presenti: in alcuni casi può essere anche seguita a lungo senza correre pericoli.

 

Fonti

Salute del Corriere della Sera del 1 luglio, (settimanale), pag. 43, 44, 45.

 Ufficio Stampa Dott Massimo Spattini

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