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Più attenzione nutrizionale ai problemi della terza età.

Più attenzione nutrizionale ai problemi della terza età.

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In questo periodo, complice anche la crisi economica, è sempre più difficile offrire all’organismo ciò di cui ha bisogno. Anche e soprattutto negli anziani, che già normalmente presentano richieste nutrizionali specifiche per il loro organismo. Il primo parametro da considerare è sicuramente quello della quantità. Non bisogna esagerare con le calorie, perché ad una minor massa magra e quindi ad un ridotto tessuto muscolare corrisponde, soprattutto se si sta spesso fermi, un più basso fabbisogno di calorie. Sul fronte alimentare, la formula dei macronutrienti rimane più o meno la stessa, ma occorre fare un pizzico di attenzione sul fronte qualitativo. Ad esempio le proteine dovrebbero essere per almeno il 50 per cento di origine animale (carne, pesce, uova, formaggio) per il loro alto valore biologico, pur senza rinunciare ai cereali ed ai legumi, che sono la base della dieta mediterranea e apportano proteine e carboidrati con basso contenuto di grassi. Attenzione particolare va prestata alle vitamine, con uno specifico riferimento a quelle del gruppo B che aiutano l’organismo a mantenersi in forma, poi la C e la E che combattono l’invecchiamento delle cellule, per arrivare alla vitamina D, utile per mantenere le ossa più robuste. Tra i sali minerali, il potassio, il ferro, il calcio, il fosforo sono importanti nell’alimentazione dell’anziano. La loro carenza può portare a squilibri nell’attività cellulare con ripercussione su muscoli, cuore e cervello. Per quanto riguarda il calcio, presente soprattutto nel latte, negli yogurt, nei formaggi, nella carne e nelle uova, l’obiettivo è prevenire la debolezza delle ossa e quindi ridurre il rischio di fratture.

Unione Sarda del 6 febbraio, pagina 29

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