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Quanti pregi nel latte “alternativo”.

Quanti pregi nel latte “alternativo”.

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Anche in Italia si sta diffondendo il consumo di latte di pecora e capra. Al momento produzione e richiesta appaiono ancora limitate, ma l’attenzione a questi alimenti è in crescita anche perché appaiono sempre più chiari i vantaggi legati alla loro presenza nell’alimentazione quotidiana. Ovviamente i due tipi di latte non sono perfettamente identici: il latte di pecora, infatti, è più ricco di proteine rispetto a quello di capra. I grassi nel primo sono circa il 7,4 per cento del totale, contro la metà circa (3,8 per cento) di quello di capra. Sul fronte dell’intake proteico, invece, la differenza è meno marcata ma in ogni caso il latte di pecora è in netto vantaggio . Sul fronte della digeribilità, però, entrambi i latti presentano una caratteristica che li può rendere sostituti ottimali del classico latte vaccino: hanno un limitato contenuto in caseina e quindi possono essere più facilmente “aggrediti” dagli enzimi gastrici, diventando quindi meglio digeribili. Il latte di capra , poi, appare più facilmente digeribile dalle persone anche per la particolare composizione del suo profilo lipidico. Due sono gli elementi che lo caratterizzano sotto questo aspetto: in primo luogo i globuli di grasso hanno un diametro medio inferiore rispetto a quello del latte vaccino, e poi contiene un minor quantitativo di acidi grassi polinsaturi. Per il resto, nel latte di capra è molto ridotta la quantità di acido folico e vitamina B12 rispetto a quello vaccino: un aspetto da considerare nel profilo vitaminico di ogni persona.

Famiglia Cristiana del 17 novembre, pagina 109

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