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Ridurre l’acidità per sconfiggere il cancro

Ridurre l’acidità per sconfiggere il cancro

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Per sconfiggere il tumore, oltre che attaccarlo direttamente, si può tentare di distruggere il suo habitat. E’ questa la strategia a cui lavora da più di cinque anni Licia Rivoltini, responsabile dell’Unità di Immunoterapia dei tumori umani dell’Istituto nazionale tumori di Milano.

«Crescendo, un tumore causa profondi cambiamenti del microambiente: il pH fisiologico è 7.4, quello di una lesione cancerosa può raggiungere un valore di 6 o anche meno, una condizione che nessuna cellula normale è in grado di tollerare, tantomeno le cellule immunitarie. Si crea così una barriera dietro cui il tumore si isola», spiega Rivoltini.

In molte neoplasie, tra cui ad esempio il melanoma, i linfomi e il tumore della mammella, l’abbassamento del pH tumorale risulta una caratteristica costante. «Sono stati già condotti studi clinici, sponsorizzati dall’Istituto Superiore di Sanità e realizzati in collaborazione l’Istituto Rizzoli di Bologna, che hanno valutato l’uso di farmaci modulatori del pH, in combinazione con la chemioterapia. Per correggere l’acidità abbiamo utilizzato gli inibitori della pompa protonica. I risultati sinora ottenuti sono interessanti. Nei pazienti con melanoma si è osservata una ripresa delle risposte immunitarie anti-tumore, mentre in un gruppo di pazienti affetti da sarcoma l’effetto della chemioterapia è risultato di molto aumentato dalla terapia con gli anti-acidi e i chemioterapici», conclude Rivoltini.

Fonte: La Stampa, TuttoScienze, pag. IV, V.

Ufficio Stampa Dott Massimo Spattini

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