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SI RIPARTE

SI RIPARTE

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A mio parere dovrebbe essere settembre l’inizio dell’anno e personalmente i miei riferimenti sono sempre legati alla ripartenza delle attività dopo la sospensione di agosto. In effetti, soprattutto in Italia, in agosto si ferma quasi tutto e quindi è quasi obbligatorio fermarsi e riposarsi e magari prepararsi per affrontare le prossime situazioni e programmarne altre. Le vacanze sono importanti però non bisogna arrivare con “l’acqua alla gola”, e quindi correre tutto l’anno per aspettare agosto per “mollare”, forse non è la soluzione ideale. Conosco molte persone che così facendo in realtà si bruciano anche le vacanze perché spesso succede che il maggior tono surrenalico dato dalla tensione del lavoro, ti mette in una situazione di iperattivazione del sistema difensivo dell’organismo che ti protegge anche da infezioni e quando questo tono cala drasticamente, comportando un eccessivo calo del cortisolo, si è più facilmente vittima di stati infettivi: una febbre di origine sconosciuta, un’influenza, mal di gola, raffreddore. Questo perché il cortisolo è in realtà un modulatore del sistema immunitario e se è vero che in grande quantità con l’uso di potenti farmaci corticosteroidei si deprime il sistema immunitario, quando è troppo basso non permette il corretto funzionamento della risposta immunitaria. Sarebbe quindi meglio organizzare i propri impegni annuali in maniera da avere delle possibilità di break di qualche giorno ogni due o tre mesi, questo per evitare di andare in esaurimento ed evitare di perdere il ritmo. In effetti vacanze troppo prolungate, come per esempio tutto il mese di agosto, possono poi rendere problematica la ripresa, che devi quindi essere graduale e progressiva. È ormai chiaro che lo stress è il problema del secolo e che la maggior parte delle malattie che ci affliggono oggi sono legate ad esso. E sempre oggi lo stress da lavoro, soprattutto per certe categorie di lavoratori, è un problema che deve essere affrontato. Lo stress da lavoro ti porta inesorabilmente alla sindrome di Burnout che negli USA è già riconosciuta ed ha portato le aziende a rivedere l’impostazione della programmazione del lavoro dei propri dipendenti e manager lasciando loro più spazio per attività rigeneratrici con un occhio più verso la durata del risultato che non l’immediatezza. Nelle aziende vengono riservati spazi, non solo alla palestra (noi non siamo ancora arrivati nemmeno lì) ma anche alla pratica di esercizi di yoga e meditazione. Recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che queste pratiche modulano la produzione di noradrenalina a livello dell’encefalo, migliorando le connessioni cerebrali, la capacità di concentrazione, migliorando il tono dell’umore e diminuendo lo stress. Ma lo stress non è causato solo dal lavoro, è causato anche da altri fattori quali l’insoddisfazione, la paura, il rancore, l’invidia, cioè da sentimenti negativi. Se vogliamo veramente trovare il nostro equilibrio interiore e avere un rapporto sano con lo “stress” inteso come stimolo all’adattamento e al miglioramento, dobbiamo imparare a liberarci dalle emozioni negative e sviluppare maggiormente attitudini positive non solo nei confronti di noi stessi ma anche degli altri come l’empatia e la consapevolezza dell’entaglement, cioè il fatto che siamo tutti connessi e quindi un tutt’uno. Un grande Maestro, Sergio Stagnaro, una volta mi ha detto una cosa che mi ha profondamente colpito: “che senso ha odiare qualcuno quando è come odiare se stessi?”

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