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Soft drink sul banco degli imputati

Soft drink sul banco degli imputati

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La Repubblica del 21 marzo, pag. 36-37

180.000 morti l’anno. Tanti sarebbero i decessi da attribuire all’assunzione eccessiva di bevande ad elevato tenore zuccherino. A lanciare il nuovo allarme è uno studio condotto all’Università di Harvard, presentato dall’American Heart Association. La correlazione tra consumo di bevande gassate e succhi di frutta è presto fatta: da un lato, queste fanno introdurre calorie in più, che il corpo quindi tende a depositare, facilitando l’insorgenza di obesità. Dall’altro si creerebbe un curioso fenomeno, che porta a consumare più bibite di quante sarebbero necessarie per togliersi la sete, per cui il rischio di incrementare l’introito calorico sale ulteriormente. Sotto accusa sarebbero le bibite zuccherate a base di soda, gli energy drink, i succhi di frutta dolci, tutti ad alto contenuto calorico e di zuccheri. Negli Usa questa ennesima ricerca ha riacceso la polemica, visto anche l’elevato tasso di obesità che si registra in quel Paese. Ma le risposte sono discordanti. Se alcune grandi aziende provano a lanciare bevande alla frutta a zero calorie, sul fronte sociale la libertà di autodeterminare la propria salute pare ancora dominante su eventuali crociate anti-bollicine, come quella recentemente lanciata dal sindaco di New York Bloomberg, bocciata dai giudici.

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